Khutulun, principessa guerriera mongola, da me tradotto e rielaborato

kuthulun

Nel 13esimo secolo quando i khan governavano l’Asia centrale e non si poteva andare 10 minuti senza che qualche Gengis, Kublai o Mongke tentasse di prendere in consegna la tua steppa, in una società dove l’abilità su un cavallo o con un arco e freccia era più importante della forza bruta le donne mongole facevano le coraggiose pastori e guerriere come i loro uomini.

Una donna, comunque, aveva la combinazione sia di abilità che di potenza, il suo nome era Khutulun e non fu soltanto una devastante cavallerizza ma una delle più grandi lottatrici che i Mongoli avessero mai visto. Nata circa nel 1260 dal governatore di una zona di quella che è oggi la Mongolia e la Cina occidentale aiutò suo padre a respingere ripetutamente le orde degli invasori comandate dal potente Khublai Khan che, tra l’altro, era anche suo prozio. La sua tattica favorita era di prendere un soldato nemico e cavalcare via con lui, raccontava l’esploratore Marco Polo “così abilmente come un falco si avventa su un uccello”.

Fuori dal campo di battaglia e sul “wrestling ring” Khutulun rimase allo stesso modo imbattuta. Dichiarava che non avrebbe sposato l’uomo che non fosse stato in grado di batterla in un match di wrestling; quelli che perdevano avrebbero dovuto darle i loro cavalli pregiati. Superfluo dire che Khutulun aveva moltissimi cavalli. Quando aveva 20 anni ed era una zitella secondo gli standard mongoli i suoi genitori concordarono con lei di indire un match con un pretendente particolarmente eleggibile. Secondo Marco Polo inizialmente lei accettò ma una volta che si trovò sul ring non si sentì in grado di rompere l’abitudine di una vita e arrendersi. Sconfisse il suo sfidante che, umiliato, fuggì; alla fine scelse un marito tra gli uomini di suo padre e lo sposò senza sottomettersi a lui.

http://www.salon.com/2014/01/20/7_of_the_most_amazing_women_youve_never_heard_of_partner/