“Alberi” di Adele Libero

alberi potati 

 

Un pomeriggio tornammo,

la casa vissuta d’estate era lì,

coccolata dagli alberi antichi,

ma ora spogli, coi rami avvizziti.

Segate le fronde, uscita la linfa,

abbassata, sfregiata la chioma leggera,

che un tempo al sole brillava, importante,

fluente, elegante.

Il fiume di sotto s’appoggiava alla riva,

cupo, insolente, or che tutto s’udiva

del suo scorrere lento, pesante,

col ramo che più non poggiava sul ventre.

Passeri persi danzavano il prato,

beccando qua e là, guardando quel ramo,

mancato appoggio di sempre,

muto segnale d’un cuore ch’è assente.

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