“Tutti pazzi per la scuola” di Pier Giorgio Viberti, recensione di Daniela Domenici

 tutti pazzi per la scuola

Quando mi è stato proposto di leggere questo libro ho detto sì subito, a pelle, senza sapere nulla né dell’autore né del tipo di libro e la mia intuizione ancora una volta mi è stata d’aiuto: “Tutti pazzi per la scuola” del “collega” docente (che spero un giorno di poter conoscere de visu) Pier Giorgio Viberti è un piccolo gioiello dell’umorismo e di amore per la “nostra” professione.

E’ una silloge di 22 racconti di varia lunghezza in cui l’autore prendendo spunto dalle innumerevoli situazioni che gli saranno capitate nei suoi lunghi anni d’insegnamento ci regala infiniti sorrisi con scenette comiche i cui protagonisti sono alunni e alunne, bidelli e colleghi, presidi e segretari “ripresi” nelle situazioni più varie, dall’aula alla gita, dai corridoi al ricevimento genitori alla sala professori; è una girandola ininterrotta di fuochi d’artificio paradossali con una ricchezza lessicale così rara e perciò preziosa che arricchisce la mente e fa sorridere il cuore. Infatti la deliziosa prefazione che Viberti immagina abbia luogo a bordo dell’Arca di Noè termina così: “come tutte le favole anche questa si conclude con una morale: la lingua è comunicazione, ragionamento, sapere, potere,. Chi sa usarla recita sulla scena della vita la parte del protagonista, chi non la sa usare fa la comparsa”.

Assolutamente deliziosa l’idea di dare i nomi ai tanti protagonisti (e qui emerge dirompente la preparazione del collega) creandoli ex novo in base alla loro caratteristica precipua o alla materia che insegnano e, ancora più formidabile, l’uso del dialetto specifico nei dialoghi che dimostra una loro profonda conoscenza da parte dell’autore.

Non saprei proprio quale racconto scegliere, tutti indistintamente mi hanno fatto sorridere: da “Maria Assunta Scicoluzzi, in arte Madonna” a “Maria Adelina Puntò, insegnante di lingue sconosciute”, da “Storia di Frittella, il chihuahua nano” a “Simulazione del piano antincendio”, da “Un esame di Stato” a “Chi ha detto che a scuola non si studia”…come avrete capito è un libro tutto da leggere ma, soprattutto, da regalare e far adottare nelle scuole medie e superiori.