“La meretrice onesta” di Tommasina Soraci, recensione di Daniela Domenici

 la meretrice onesta

Come non iniziare subito questa mia recensione dall’ossimoro (io che li adoro) contenuto nel titolo di questo delizioso libriccino, che fa parte di una trilogia, scritto da Tommasina Soraci, docente di origine messinese che ha studiato a Roma e vive a Perugia, per le edizioni Era nuova nella sezione “storia al femminile”. Prendo in prestito le parole stesse dell’autrice: “Il variegato mondo del piacere (alla fine del XV secolo si contavano nella città (Roma NdR) 6.800 meretrici pubbliche oltre quelle che lavoravano in segreto non era naturalmente omogeneo…(il grado più alto del riconoscimento sociale NdR) è naturalmente occupato dalle cortigiane che…vengono identificate col termine meretrices honestae; proprio quest’ossimoro rende perfettamente l’alta considerazione in cui erano tenute…”. E la più celebre di queste “meretrici oneste è stata Imperia a cui Tommasina Soraci dedica questo suo libro che ha la prefazione di Giovanna Casagrande e la postfazione di Tiziana Bartolini e che è, come leggo in quarta di copertina e che  anche il mio pensiero “un testo di intrattenimento per lettori interessati e curiosi…” in cui “la parabola umana di Imperia si snoda nell’intreccio tra la sua immagine pubblica…e la sua interiorità, il suo dramma personale…”

Imperia “era nata a Roma, in Borgo, secondo alcune fonti nel 1485, altre anticipano la sua nascita al 1480. Sua madre (Diana) la fece battezzare col nome di Lucrezia…Diana seppe ben valutare la bellezza e l’intelligenza della figlia  quando l’avviò al mestiere di cortigiana, sperando per lei in un futuro migliore del suo, ma forse non immaginava neppure che sarebbe divenuta Imperia la Divina”.

Davvero brava Tommasina Soraci a proporci la figura di questa donna che si rese conto di non essere altro “che uno strumento relegato ad alimentare un intreccio di relazioni pubbliche e private…forse è proprio questo che Imperia comprese e che la determinò al suicidio. Forse aveva compreso che quel ruolo di comparsa , pur sinceramente amata ed onorata da un uomo così potente e smisuratamente ricco (Agostino Chigi NdR), era legato alle sue grazie e quindi ad un tempo molto determinato” dalla postfazione di Tiziana Bartolini a cui “rubo” ancora qualche riflessione che mi trova pienamente concorde: “la forza dell’intensa esistenza di Imperia è riuscita ad arrivare fino a noi per riscattare , insieme alla sua, l’ignota esistenza di tutte le altre meretrici , quelle di “minor sorte”…Imperia è talmente grande da riuscire a riscattarle tutte in un sol colpo…”.

Insieme a Tiziana Bartolini sono davvero grata a Tommasina Soraci “perché ha il pregio inestimabile di leggere antichi documenti con occhio e cuore di donna che, mettendo in relazione quotidianità ed eventi storici, ci porge la vita vera e “l’altra storia, quella che l’ufficialità ignora o evita di considerare”.

Mi aspettano le altre due donne della sua trilogia, ve ne parlerò presto.