“I brividi in gabbia” di Lady P, Damster edizioni, recensione di Daniela Domenici

 i brividi in gabbia

“…finché i miei sensi sono vivi li manterrò tali, magari con un solo bacio o una parola, con i miei brividi in gabbia falciati dalle regole, ma non li ucciderò. Troppo hanno faticato a rinascere e non posso estirparli di nuovo, sarebbe davvero l’ultima vota e non me lo potrei perdonare, sarebbe ammazzare me stessa, né posso dar loro nuovi indirizzi sbriciolando una passione così intensa…”: in queste parole c’è, in nuce, l’essenza di questo romanzo d’esordio di Lady P che narra, in modo magistrale, la scoperta della Passione erotica, con la P maiuscola, da parte di una donna cinquantenne, Angela, grazie all’incontro, casuale e dirompente, con un suo coetaneo, Jonathan, che le farà scoprire le infinite, inespresse e latenti potenzialità del suo corpo dopo anni di forzata, subita, non voluta castità.

Questa passione si trasformerà poi, a causa di un evento doloroso e traumatico che stravolgerà la vita di entrambi ma soprattutto quella di Angela, in un sentimento nuovo, pieno, arricchente, imprevisto a cui Angela darà un nome e che accetterà, dopo molti dubbi e paure, di vivere pienamente pur con una domanda che le “attanaglia il cervello e la gola…sì, ce la farò…ma chi sarai? Chi saremo? Cosa accadrà quando ci troveremo a muovere il primo passo verso la nostra pelle, quando ci troveremo da soli in un momento qualunque…saremo…riusciti a salvarci?”: un interrogativo legittimo dopo quello che hanno passato (e che non vi dico perché viviate la mia stessa commozione ed emozione leggendolo) ma che è solo un timore spazzato via dalla consapevolezza che nessun altro la farà sentire Donna completa come solo Jonathan ha saputo e sa sempre fare perché “ogni mio desiderio è inespresso, precedi come sempre qualsivoglia richiesta, ogni fantasia è esaudita prima che la possa formulare nell’attimo stesso in cui la mia pelle l’avverte. Per qualche stranissima alchimia è sempre stato così, inutile chiedersi cosa esiste e perché. Viverlo solamente come le rondini costruiscono il loro nido…lo fanno e basta”.

Come potete già dedurre dalle parole che ho estrapolato dal romanzo (ne troverete conferma durante la lettura) la cifra distintiva di Lady P è l’eleganza raffinata, mai banale né volgare, con cui descrive i momenti erotici di questa coppia unita alla splendida ricchezza e varietà linguistica (un dato davvero raro, da sottolineare); non ultimo il tema sociale, l’ostacolo che Angela si trova a dover affrontare prima con timorosa inesperienza e poi con donchisciottesca caparbietà, che Lady P riesce ad amalgamare, dosandolo con sapiente bravura, al tema “principale” della passione travolgente e ininterrotta tra i due protagonisti.