“Ho preso un brodetto” di Tommasina Soraci, edizioni Era Nuova, recensione di Daniela Domenici

 ho preso un brodetto

Un titolo che lascia solo un attimo in dubbio sull’argomento di questo mini-libro di Tommasina Soraci, edito da Era Nuova; basta leggerne il sottotitolo “scorci di vita col padre” per capire subito che quello dell’autrice è un omaggio pieno di amore, di rispetto, di riconoscenza verso il padre scomparso troppo presto.

Tommasina è originaria di Messina, ha poi studiato e si è laureata a Roma ed è andata a vivere e a insegnare a Perugia dove risiede tuttora; come dice lei stessa nella premessa “ci sono voluti più di trent’anni perché riuscissi a vedere sul foglio parole o frasi che dicessero di te o forse di me, di ricordi ormai filtrati attraverso il tempo, la vita, l’età già ben matura…” e finalmente ce l’ha fatta regalandoci degli scorci a tratti divertenti ma soprattutto commoventi come quando dice “spesso…ricordavo i tuoi insegnamenti, certe tue caratteristiche dei gesti o del tono di voce ma era come se mi sdoppiassi su due piani paralleli: la voce, l’espressione del viso, magari sorridente, erano un “io”; dentro, racchiusi in una sfera di cristallo antiproiettile, tu nei miei pensieri, nella mia tristezza, nella sensazione di una parte di me recisa proditoriamente e per sempre…”

Bellissimi i versi (che non conoscevo), di Garcia Lorca tratti da “Lamento per Ignazio Sanchez Meja” che Tommasina pone come incipit alla sua premessa, li riporto integralmente:

Non ti conosce né il toro né il fico,

né i cavalli né le formiche di casa tu

…nessuno ti conosce no, ma io ti canto…

Canto la tristezza che ebbe

la tua coraggiosa allegria

Quanti padri desidererebbero ricevere un tale omaggio di amore filiale da parte della propria figlia…

E’ delizioso il ricordo che Tommasina bambina conserva delle proprie radici e del dialetto messinesi, commovente la descrizione del suo ambientarsi prima a Formia e poi a Roma.

Voglio concludere con l’omaggio più incredibile che una figlia possa fare al proprio padre “…se dall’aver desiderato di essere nata maschio sono giunta non solo ad accettare di essere donna ma a esserne fiera, se mi sono interessata e impegnata sul fronte della condizione femminile, se perndo posizione contro le discriminazioni di genere, se cerco di tenermi aggiornata su temi e problematiche che riguardano le donne, lo devo non solo al mio personale desiderio di impegnarmi nelle cause che ritengo giuste ma anche a quel rispetto per me stessa e per tutti gli esseri umani che è stata la tua più grande lezione”: grazie Tommasina per aver condiviso con noi questi tuoi scorci di vita con tuo padre.