“Riflessione sulla scuola” di Loredana De Vita

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La scuola non è e non deve essere esibizione di facciata; la scuola è cultura e, quindi, profondità. Non amo questa tendenza contemporanea ad esibire tutto per mostrare se stessi, in realtà, senza andare al cuore delle cose e rivelare la verità dei problemi. Ci sono scene come quelle di politici che si presentano in scuole scelte ad hoc per il nome che le rappresenta, ma poco si rendono conto che sceglierle non può essere solo una “finta”, ma una scelta di campo, una decisione di un programma da condurre fino in fondo. Serve andare alla scuola che si intitola a don Puglisi o a Falcone o alle tante vittime e poi non avere un programma chiaro di riabilitazione e dello stato e della cultura stessa? I giovani hanno bisogno di testimoni reali se devono avere una possibilità di credere ancora in noi, nella politica, nello stato. Vedo solo un’accozzaglia di gesti superficiali mentre i problemi reali non si toccano… fatiscenza, precariato, mancanza di fondi e investimenti in cultura… Certo che se anche i cittadini volessero fare una pagella meritocratica del membri del governo… molti si ritroverebbero con una “sospensione del giudizio” a settembre… e molti anche lì si presenterebbero impreparati e “strafottenti” (scusate l’espressione). Troppa apparenza e pochi contenuti reali e utili girano attorno alla scuola, ma alla scuola fatta di persone, di ragazzi, di cultura, di futuro, non si pensa davvero e in misura adeguata. La scuola, come la cultura perché è cultura, si vive e non si “scimmiotta” come molti pretendono di fare. La scuola si crea dall’interno perché non è astratta, ma cuore che pulsa dinanzi al cui battito non si deve mentire.

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