Perché si chiamano “frutti climaterici”?

frutti climaterici

stamattina la mia curiosità linguistica mi ha portato a cercare di scoprire che correlazione ci possa esere tra il sostantivo “climaterio” e l’aggettivo “climaterico” riferito ad alcuni frutti.

dalla Garzanti linguistica online copio:

CLIMATERIO:

m pl. -ri
periodo della vita caratterizzato dall’involuzione fisiologica delle ghiandole sessuali, spesso accompagnata da disturbi fisici e psichici: climaterio maschile, femminile

Etimologia: ← dal gr. klimaktr -êros ‘gradino; punto della vita difficile, decisivo’, deriv. di klîmax ‘scala’.

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dalla Treccani vocabolario online copio:

CLIMATERICO/A:

climatèrico agg. [dal lat. climacterĭcus «scalare1», gr. κλιμακτηρικός, der. di κλιμακτρ «climaterio»] (pl. m. –ci). –

1. Termine astrologico usato anticam. per indicare i momenti critici di passaggio nella vita umana (periodi c.), che l’antica medicina faceva coincidere con ogni settimo anno della vita, considerati pericolosi perché in essi si sarebbe chiuso un ciclo fisiologico e iniziato uno nuovo.

2. Del climaterio, relativo al climaterio femminile e maschile.

3. Con senso generico, infausto, pericoloso: anno c., giorno c., periodo climaterico.

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da WIKIPEDIA

FRUTTI CLIMATERICI:

I frutti climaterici sono quei frutti che maturano anche dopo essere stati separati dalla pianta.

Al momento del distacco del frutto il contenuto di etilene si abbassa e quindi anche la respirazione (minimo climaterico), conseguentemente l’etilene è in grado di autosintetizzarsi e quindi il frutto raggiunge una massima respirazione (picco climaterico). In pratica un frutto climaterico può continuare la maturazione anche se staccato dalla pianta, degradando amido accumulato nelle fasi precedenti la maturazione; tuttavia spesso si ha uno sviluppo minore di altre caratteristiche organolettiche, per le quali è indispensabile un apporto di altre sostanze fondamentali direttamente dalla pianta.

Alla lista appartengono banane, pesche, mele, kiwi, pere, meloni, pomodori, kaki, albicocche.

Questo non avviene nei frutti aclimaterici, i quali staccati dalla pianta non raggiungono la maturazione se non trattati con etilene esogeno. Uva, ciliegia, fragola, fico, agrumi, ananas, la maggior parte dei legumi non presentano infatti il picco climaterico. In questo gruppo sono compresi diversi vegetali ad elevata attività respiratoria come fagiolini verdi, piselli, asparagi, mais dolce. L’ etilene è l’ormone vegetale prodotto durante la maturazione. La presenza di etilene nell’atmosfera accelera lo sviluppo del picco climaterico e la maturazione. Nel caso di vegetali la cui maturazione non comporta il picco climaterico è l’attività respiratoria che viene stimolata.

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Confesso di non essere riuscita, dopo queste spiegazioni, a capire il perché questi frutti vengano chiamati così…e voi?

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