Maria Montessori, prima (e unica) donna sulle banconote italiane

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Le 1.000 lire sono divenute, in modo non ufficiale, il simbolo della cartamoneta italiana in quanto, a differenza delle effimere banconote da 500 000 e 20 000 lire e delle più giovani 2 000, 50 000 e 100 000 lire, sono state emesse fin dalla nascita del Regno d’Italia.

All’uscita del corso legale della lira per la sostituzione con l’euro, le mille lire erano considerate banconote di piccolissimo taglio, utili per le spese quotidiane, a seguito della progressiva svalutazione a cui era andata incontro la valuta italiana a partire dagli anni settanta, invece nella prima metà del XX secolo erano tra quelle di maggior valore così come testimonia la popolare canzone Mille lire al mese cantata da Umberto Melnati nel film omonimo del 1939.

Nel 1939 cominciò la corsa all’abisso di una banconota che tra il 1900 e il 1914 aveva conosciuto un periodo di straordinario splendore. I primi anni del novecento erano tempi in cui chi aveva la fortuna di guadagnare 250 lire al mese era considerato dalle madri “un buon partito”; non erano in molti a trovarsi in quelle condizioni. Un medico generico oltrepassava di poco le 100 lire al mese, assai meno guadagnavano i maestri, dalle 50 alle 55 lire mensili. Prima della grande guerra con 1.000 lire era possibile acquistare una carrozza; nel 1920, dopo la svalutazione del 42% avvenuta durante la guerra e dell’82% dopo, era possibile acquistare solo una bicicletta, comunque un bene di lusso. Nel 1939 un chilogrammo di pane costava 1,60 lire, 2 lire il riso, 50 centesimi un chilo di patate, 4 centesimi l’una le uova.

2.000.160.000 di questi biglietti furono stampati e diffusi in otto emissioni, dal 1990 al 1998. La banconota è dedicata a Maria Montessori, il cui ritratto appare sul recto. Il verso rappresenta un particolare del quadro “Bambini allo studio” di Armando Spadini.

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