Biografie inventate – L’homeless italiano, di Bert D’Arragon

 l'homeless italiano

(NdT: queste biografie sono state scritte per la mostra di Paolo Beneforti a Pistoia che rimarrà aperta fino a metà giugno)

Questa volta non dovevano buttarmi fuori. Avevo il biglietto! E pioveva, un freddo cane. Boh, che paese, neanche un albergo… in verità l’albergo c’è, ma non m’hanno aperto. Li conosco, ‘sti stronzi degli alberghi, ti vedono con la barba e la busta del discount e – puff! – porte chiuse!

Ma questa volta gli sbirri di merda non potevano proprio buttarmi fuori: che fa la stazione, chiude la notte? Che cazzo! Hai il biglietto e se non c’è più treno: zack, fuori, dormi in strada. Pensavo di morire dal gelo. Pioveva anche. Poi il supermercato apre solo alle sette, così non avevo neanche niente da bere fino al mattino! Per fortuna ho qualche spicciolo in tasca, se no come facevo a scaldarmi? Almeno qui sul treno c’è riscaldamento.

E io ho il biglietto.

Dove vado?

Indietro. È stata una cazzata tornarmene quassù, ma lo sapevo già, qui c’ho passato gli anni peggiori. Si, i servizi sociali! Cazzo vuoi che facciano? Tanto a te il Comune la casa non la darà mai! Poi ti trovi a mangiare dalle suore. A me le suore me lo possono puppare, non le posso vedere! E non sanno neanche cucinare. Tutto uno schifo. Torno nei posti dove mi sono divertito, dove sono stato bene. Giù a Napoli. A Salerno. Ad Erice.

Sai dov’è Erice? Vai, dimmelo, lo sai? No, stronzo di merda, non lo sai, perché non capisci nulla, io invece sì, ci sono stato. Tu non hai visto un cazzo del mondo, te lo dico io! Ho 69 anni e viaggio. Ho sempre viaggiato, io. Tutto a piedi, da Sud a Nord, ti posso elencare città per città di questo cesso di paese! Io torno giù. Poi in Sicilia. E da lì in Spagna, alle Baleari. Tutto senza una lira! Lo so che tu senza soldi non sei capace neanche di trovare un posto dove pisciare. Invece a me piace così! E quando arrivo dov’è bello, resto lì a crepare in strada. Questo farò. Ti piace?

Cosa? Una Postepay prepagata? IMBECILLE! Ma dove cazzo li prendo i soldi da metterci dentro? Me li dà forse il Sindaco? Ma sei proprio scemo. Non ne ho bisogno dei tuoi soldi e delle tue prepagate di merda. Io ho sempre lavorato. Al Perugia Jazz ho costruito i palchi. Ma allora ero giovane. Si chiamava Heinecken Jazz in quei tempi, lo sapevi? Meno male che non c’è più, perché fa schifo! Come si fa bere una brodaglia di birra industriale del cavolo così? A me piace il vino. Ne vuoi? Dai, è buono, solo perché lo mettono nel brik non vuol dire che fa schifo… Beh, fai come ti pare!

Forse a Perugia ci ritorno. Lo sai che ci sta mia moglie? Quella stronza, appena poteva, si è sganciata.

“Sono tornato cara!”

Eh, le prende un infarto, te lo giuro! Chissà se mio figlio mi riconosce. Farà finta di non vedermi. A volte sono i padri che non riconoscono i figli, perché son stronzi e non vogliono pagare. Io pagherei… ma non ho una lira! Ti è andata male, piccolo… lui non sa manco come mi chiamo, ci scommetto! Nel caso mio è lui che non mi riconosce. Ha fifa che gli spillo due spicci per un po’ di vino! Ma ti rendi conto che gente di merda c’è in giro?

Poi anche a Pistoia ho lavorato. Al Blues. A vendere la sangria. Solo che già il secondo giorno non ce n’era più e io ero sbronzo. Per me quel blues non era cosa. Però a Pistoia ho incontrato Jesus. Lui sì che mi ha cambiato la vita, uno che si chiama Jesus ti cambia sempre la vita! Jesus ti dice le verità ultime ”Fai finta di nulla e quel che ti pare!” Tanto la maturità non mi è servita a nulla, con il diploma i professori si sono puliti il culo. All’università hanno sparato al mio amico più bravo perché quello scemo è andato a una manifestazione di anarchici. Che paese. Te lo giuro. Quello va alla manifestazione e lo sbirro gli spara. BUMM! Da dietro, entra dal collo e si conficca nel cervello! SPLASH! Ecco a cosa ti è servito lo studio! Poi han detto che era un incidente. Ma io l’ho visto l’incidente, carica, mira, tira il grilletto ed ecco, servito l’incidente! Stronzi.

NON SONO UBRIACO… non ancora.

E tu sei scemo! Meglio il jazz e il blues di tutto di quel cazzo di università.

Come, allora dovevo continuare a lavorare per i festival? A fare cosa, il venditore ambulante? CAZZO DICI STRONZO DI MERDA! Ma non sai di cosa cavolo parli! Uno lavora, poi si trova la tipa, quella resta incinta e invece di metterti la testa a posto, la puttana ti tira un calcio nei coglioni! Ma dove pensi di lavorare? Al festival dei coglioni?

Sono andato in Spagna. Con la barca. Anzi, con un grande catch: due alberi, motore potente, 8 cabine, 18 metri. Con Celentano. Uno spasso.

Cosa? CHE SEI SCEMO DAVVERO? Macché Celentano il cantante, era un soprannome! Chi è ubriaco qui, te o io? Cosa cazzo c’incastro io con Celentano? Con quello lì, altro che vino del discount, erano fiumi di coca e alberghi di lusso! Il mio Celentano era un genio. Aveva spillato la barca a suo suocero. Poi siamo partiti per la Spagna e il Portogallo. Dopo si doveva andare in Sudamerica. Non avevamo soldi. Ma cazzo c’importava: Celentano ha fatto un bordello galleggiante. Capisci, otto cabine, un paio di ragazze e allora, si, che erano soldi a bizzeffe!

Come? Ma certo che no, che non siamo arrivati in Sudamerica… quegli stronzi di sbirri a Valencia c’hanno confiscato la nave. Io mi sono levato dalle palle e mi sono girato tutta la Spagna.

Però, cavolo, sono proprio stato bene. Tu non sai proprio cosa vuol dire vivere. Senza una lira, vai dove cazzo ti pare e te ne freghi di tutto. E quando arrivi dove ti piace, ci resti. Un bel giorno crepi per strada. Meglio in estate. Perché d’inverno è un merda stare in strada, UNA MERDA, capito?

Ma stai un po’ zitto, se no ti tiro un cazzotto in capo!

NON SONO UBRIACO! Non ancora.

(Va letto alterando spesso la voce con cambiamenti repentini. Le parole in MAIUSCOLO sono proprio urlate)

http://www.tuttopistoia.com/art/123144/Oggi-terr-convento-Domenico-Biografie-inventate-invenzione-letteraria#.VVj78rCJgcB

http://www.lavocedipistoia.com/a31019-le-biografie-inventate-secondo-appuntamento-della-rassegna-la-finestra-a-specchio.html

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