Nicole De Leo al Teatro delle Spiagge di Firenze, recensione di Daniela Domenici

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Dopo quasi due anni sono tornata a emozionarmi a teatro (e a scriverne) e quale luogo e giorno migliore per questa mia rentrée se non il Teatro delle Spiagge, da sempre molto attento alle tematiche sociali, e il 17 maggio, giorno della lotta mondiale contro la omo-transfobia che questo teatro ricorda ogni anno in modo diverso sul quale ho scritto il mio primo saggio.

Per il 2015 la direzione artistica ha deciso di focalizzare la sua attenzione in particolare sulla transfobia e ha invitato Nicole De Leo a parlarci di sé, della sua storia, della sua vita in due modi diversi; alle 18 con la proiezione di un cortometraggio dal titolo “La persona De Leo N” con la regia di Alberto Vendemmiati e le musiche di Pivio e Aldo De Scalzi e alle 21 Nicole ha interpretato, in anteprima nazionale, un monologo da lei scritto e diretto intitolato “Talk from the wild side”.

È stata una domenica di forti emozioni; Nicole è riuscita a farci commuovere in entrambi i momenti per la sua inesauribile voglia di mettere a nudo, senza fronzoli o maschere, e condividere con il numeroso pubblico presente tutto il suo percorso di transizione per diventare, finalmente, Nicole l’attrice teatrale, Nicole la donna ricca di sensibilità, di dolcezza e di simpatia nonostante i momenti dolorosamente drammatici vissuti sin dall’infanzia.

Il suo monologo, che ha debuttato ieri sera e a cui auguro tanta vita, era arricchito oltre che dalle stupende musiche dell’arpa celtica del formidabile Duccio Lombardi e dalle perfette luci di Francesco Vommero, da due celebri e struggenti poesie da lei interpretate: “La ballate delle madri” di Pier Paolo Pasolini e “L’odio” di Wislawa Szymborska.

 

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