Le 10 migliori opere liriche composte da donne, di Tom Service, da me tradotto e rielaborato

In onore dell’8 marzo, quando la BBC Radio 3 offrirà una playlist soprattutto femminile, ecco la mia selezione delle opere essenziali composte da donne, dal 17esimo secolo a oggi.

Ci sono delle musiche stupende che le compagnie d’opera dovrebbe mettere in scena più spesso. Nel canone operistico il cliché è che le cantanti siano usate solo per estensione vocale e sensualità stravagante e abbiano poche opportunità di cantare storie scritte per loro da donne.

Tuttavia ciò non è del tutto vero, perfino l’uguaglianza di genere tra i compositori è stata disequilibrata. Piuttosto è un riflesso di come la cultura operistica si sia largamente ossificata intorno a un pugno di opere dal 18esimo al 20esimo secolo.

Cominciate il vostro viaggio attraverso una storia operistica alternativa con i brani seguenti.

Francesca Caccini – La liberazione di Ruggiero dall’isola d’Alcina

L’opera di Caccini che fu rappresentata a Firenze nel 1625 è la prima opera sopravvissuta scritta da una donna. È un’opera virtuosistica e smagliante che usa ma trascende le prime convenzioni del genere.

Maria Teresa Agnesi Pinottini: Ciro in Armenia

Sopravvivono solo frammenti del “dramma serio” di Agnesi, un’opera ascoltata per la prima volta a Milano nel 1753 ma sono allettanti.

Princess Amalie of Saxony

Sebbene non possiamo attualmente ascoltare la sua musica questa nobile scrisse numerose opere e fu lodata da Carl Maria von Weber. Ho trovato una recensione di una messa in scena della sua “La casa disabitata”, composta nel 1835 e rappresentata a Dresda tre anni fa.

Pauline Viardot – Cendrillon

Non solo una delle più famose cantanti del 19esimo secolo Pauline Viardot è stata anche un’importante compositrice. Le sue “salon operas” includono “Cendrillon” che scrisse nel 1904 all’età di 83 anni.

Ethel Smyth – The Wreckers

Ecco il possente edificio di “The Wreckers” di Smyth, ascoltato per la prima volta a Leipzig nel 1906 e in seguito ripreso da Thomas Beecham in Gran Bretagna, nel quale si sentono echi di Britten, Wagner e Strauss. Ma Smyth è una compositrice con la sua propria voce e questo racconto, intriso di mare, di contrabbandieri della Cornovaglia crea il suo proprio tempestoso “momentum”.

Thea Musgrave – Mary, Queen of Scots

Una delle opere più potenti di Musgrave, del 1977, è un pezzo visceralmente comunicativo che generazioni di amanti dell’opera in Gran Bretagna, e negli Stati Uniti dove Musgrave ora vive, dovrebbero avere la chance di sperimentare nei teatri lirici.

Elisabeth Lutyens – The Numbered

Non sono soltanto le opere dei secoli precedenti composte da donne che sono state spaventosamente sottorappresentate: il dramma musicale modernista di Lutyens del 1967, basato su una commedia di Elias Canetti, sta ancora aspettando la sua “premiere”. È una delle sue più grande realizzazioni e un pezzo che il mondo merita di ascoltare.

Judith Weir – Blond Eckbert

Weir è una delle più grandi “music dramatists” dei nostri tempi. Tutte le sue opere, da quella di 10 minuti per un cantante solo “, King Harald’s Saga” del 1979, alla completa “Miss Fortune” del 2011, hanno un dramma distillato, diretto ma misterioso. Basato sulla storia breve di Ludwig Tieck “Blond Eckbert” è un’acme dei suoi “music drama” enigmatici.

Kaija Saariaho – L’amour de Loin

Le tre opere di Saariaho sono diventate dei classici del repertorio contemporaneo. “L’amour de Loin” del 2000, la sua prima opera, è una visione trasfigurata dell’amore medievale e del desiderio che lei trasforma in una delle più sensuali esperienze che possiate vivere in un teatro lirico.

Unsuk Chin – Alice in Wonderland

E alla fine c’è Alice. Come suggerisce l’intervista di “The Guardian a Netia Jones l’opera promette di incantare, meravigliare e deliziare quando ci sarà la sua prima britannica l’8 marzo.

http://www.theguardian.com/music/tomserviceblog/2015/mar/06/10-best-operas-by-women

 

 

Annunci