Il teatro e io, di Daniela Domenici

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Dopo due anni di standby voluto, dopo due intense stagioni qui a Firenze e altrettante, precedenti, in provincia di Catania e Siracusa ho deciso di rientrare nel circuito teatrale per ricominciare a scrivere recensioni perché il teatro è nel mio DNA da sempre, da quando ho ricordi consapevoli.

Appena scritta e pubblicata la prima recensione la settimana scorsa un “addetto ai lavori” mi ha scritto in posta privata di FB le seguenti parole che non immaginavo di rileggere ancora una volta anche qui dopo che mi sono state dette innumerevoli volte, in modi diversi, nella mia precedente “vita teatrale siciliana”: “…tu hai parlato della commedia e hai citato tutti cosa che altri non fanno…”

Ma…di cosa si dovrebbe scrivere dopo aver assistito e applaudito uno spettacolo? Di coloro che l’hanno “fatto”, dal/la primo/a all’ultimo/a degli/lle attori/attrici a tutto lo staff tecnico: senza di loro lo spettacolo non esisterebbe. E naturalmente un accenno al testo è doveroso ma non deve occupare l’intera recensione così come non si dovrebbe elencare la cronistoria di quante e quali volte e dove sia stato rappresentato giusto per “allungare il brodo”, per aumentare la lunghezza della recensione.

Si deve dare spazio in primis a chi lo spettacolo lo fa davvero mettendosi in gioco ogni sera, senza rete, senza replay, anche senza voce ma sempre sul palcoscenico per rispetto del pubblico. Una delle tante cose belle che mi dicevano nei camerini dopo gli spettacoli in Sicilia (ma anche qui) è proprio questo: che avevo sempre una parola, un aggettivo, nelle mie recensioni, per tutti e tutte. A me sembrava una cosa naturale farlo ma evidentemente non lo è visto quello che mi è stato scritto ieri sera…

Ho saputo anche che molti critici con la C maiuscola, paludati, erano (e sono) invece “prezzolati”, scrivevano (e scrivono) le recensioni anche senza vedere lo spettacolo, basandosi solo sul comunicato stampa e senza andare mai a salutare il cast nei camerini per complimentarsi de visu, a voce, come invece io faccio da sempre, mi sembra una cosa così normale…forse perché io scrivo le recensioni per pura passione, non per soldi, in assoluta libertà…avrei voluto provare a fare l’aiuto regista, qualcuno giù in Sicilia me l’ha anche proposto, chissà, un giorno, forse…ma mi piacerebbe iniziare dalla gavetta, dalle tavole del palcoscenico, io lancio l’input…