“Un poliomielitico pervasivo – L’epicentro a Gaeta” di David Pezzullo, recensione di Daniela Domenici

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cover di Lady P

Due racconti, riuniti in un’unica silloge di un giovane autore fiorentino, che hanno un comune denominatore: il viaggio.

Ma la cifra distintiva di entrambi i racconti è la visionarietà di David che immagina due storie dai confini molto eterei, labili, come se fossero immersi nel sogno, assolutamente onirici.

In tutti e due i racconti il protagonista è un ragazzo (che si potrebbe facilmente identificare con David) che intraprende due viaggi di tipo diverso, il primo in treno, il secondo con vari mezzi di trasporto (e la cover di Lady P rende perfettamente l’idea di questo…) ma che hanno in comune la voglia di conoscenza e, soprattutto, di entrare in empatia con i coprotagonisti delle sue storie, nel primo un uomo anziano, disabile e straniero, nel secondo un rappresentante delle forze dell’ordine. La scelta di queste due figure mi sembra emblematica di un desiderio di accoglienza del diverso e del rispetto della legalità.

All’inizio ho parlato di viaggio e credo che David voglia, con queste sue storie, accomunarsi ai tanti viaggi interiori alla ricerca di sé, in primis quello di Ulisse.

Entrambi i racconti non hanno una vera e propria fine…“L’epicentro a Gaeta” ne ha una alquanto inattesa che, naturalmente, non vi anticiperò e che, però, conferma la natura onirica della fantasia di David.