“Arnold – storia di un uomo nato femmina”, di Davide Tolu, recensione di Daniela Domenici

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Sono talmente tante le cose che vorrei dire dopo aver concluso la lettura di questo libro di Davide che non so da dove iniziare…

Scelgo di cominciare dal fatto che lo conosco personalmente dopo averlo “incontrato” virtualmente su FB, che è uno straordinario drammaturgo oltre che uno splendido scrittore (ho recensito il suo delizioso “Oggi il maestro sono io” pubblicato dalla Erickson che consiglio alle colleghe della scuola primaria per adottarlo come libro di lettura).

Questo libro è stato pubblicato, come scrive lo stesso autore nella sua postfazione, ben sedici anni fa, nel 2000, ecco cosa scrive in proposito “Sono passati oltre 16 anni dalla prima stesura de Il viaggio di Arnold, oggi solo Arnold. La prima pubblicazione, nel 2000, ha coinciso con la chiusura di un capitolo importante della mia vita, il completamento della mia transizione. Negli ultimi tempi se n’è chiuso un altro altrettanto importante e io ho sentito l’esigenza di mettere a posto alcune cose del passato. Una è proprio questo romanzo, il mio primo. Allora l’inesperienza fu compagna della fretta e il libro andò alle stampe pieno di refusi e di ingenuità di cui nel tempo mi sono vergognato al punto di arrivare a boicottarlo quando qualcuno me ne chiedeva informazioni. È andato fuori stampa, rispondevo. In questa nuova edizione ne ho cambiato il titolo e soprattutto il sottotitolo. Storia di un uomo nato donna è diventato Storia di un uomo nato femmina, per distinguere una condizione culturale acquisita da una condizione biologica oggettiva. Donne o uomini infatti non si nasce, si diventa”. Io l’avevo letto nella prima stesura e ho voluto, naturalmente, rileggerlo in questa nuova: è ancora più coinvolgente, più vario, più dettagliato, più commovente, più…Davide com’era e com’è, con il coraggio di un guerriero (lui che ieri mi hai definita “guerriera”, tra simili ci si riconosce, vero?) che riesce a dichiarare, finalmente “…Ho sempre specificato che la mia storia personale è stata ben diversa. Rileggerlo, lavorarci, ri-immergermi nella sua atmosfera mi ha chiarito molte cose. Invece sì che si tratta della mia vita. In queste pagine ho descritto tutto ciò che ho pensato, provato e vissuto sulla mia pelle…”.

Un altro elemento che mi preme sottolineare è che la prima delle mie dieci pubblicazioni è stata dedicata al mondo trans “Fabiola storia di una trans”; per scriverla mi sono voluta documentare, senza alcun pregiudizio a mente e cuore aperti come sanno tutt* coloro che mi conoscono, per chiarire, nel mio piccolo, cosa voglia dire essere transgender, cosa sia la disforia di genere, cosa sia la riattribuzione chirurgica del sesso e per fare questo ho posto tante domande, via mail, a persone trans sia MtF che FtM come Davide che mi hanno risposto con tanto affetto e tanta voglia di farmi capire.

Da quel giorno il mondo LGBT e, soprattutto, quello trans sono diventate…la mia seconda casa, qualcuno mi ha detto che ne sono diventata una paladina e ne sono felice e onorata, ecco ancora altre parole di Davide “In questo libro nomino solo en passant le donne transgender a cui però devo molto: loro è il merito di aver dato l’avvio alla lotta per il riconoscimento dei nostri diritti. Arnold, come la maggior parte dei transgender female-to-male, subisce ben poche discriminazioni in confronto a quelle che è costretta a subire la loro controparte che va nella direzione femminile. L’Italia è purtroppo uno dei paesi col più alto numero di vittime di transfobia e quello col più alto numero di omicidi di persone transessuali”…purtroppo.

In questo periodo mi sto occupando anche di una persona trans MtF detenuta da tanti anni della cui storia vi parlerò in dettaglio appena otterrò la liberatoria e sono sicura che Davide ne saprà trarre un soggetto teatrale.

Ieri Davide ha presentato “Arnold” al salone del libro di Torino, mi auguro che abbia avuto il riconoscimento e il successo che merita e mi associo al suo augurio finale “Vi auguro di sentire come le questioni trattate in questo romanzo vi riguardino molto da vicino, tutt*.