“Rifiuti umani” al Teatro dell’Opera di Firenze, recensione di Daniela Domenici

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Sono appena tornata con la mia classe dal Teatro dell’Opera dove abbiamo visto, ci siamo divertite/i e abbiamo applaudito lo spettacolo “Rifiuti umani” portato sul palcoscenico dalla compagnia Luna e Gnac, formata da Michele Eynard, Barbara Menegardo e Miriam Gotti (oggi Federica Molteni non c’era…).

Provate a immaginare il teatro dell’Opera pieno di centinaia di bambine/i delle prime medie e delle elementari, accompagnate/i dai/lle loro docenti: uno spettacolo nello spettacolo.

E infatti Eynard è uscito, provocando boati e standing ovation nelle scolaresche, a fotografarle/i dal palcoscenico, prima di iniziare.

Leggo nel loro sito che hanno fatto più di 500 repliche di questo testo che “è nato da un progetto didattico in collaborazione con il WWF, per dare informazioni sul tema dell’accumulo dei rifiuti solidi urbani in modo efficace e divertente”: nonostante le tante repliche non c’è alcuna traccia di stanchezza nei/lle tre protagonisti/e ma solo tanta energia e voglia di istruire divertendo.

Bravissimi Michele, Barbara e Miriam che con pochissimi oggetti in scena, cambiando continuamente abbigliamento dietro un paravento, mimano, ballano e cantano, parafrasando anche celebri canzoni (come quella che conclude lo spettacolo “Un albero di trenta piani” di Celentano) dando vita a innumerevoli personaggi; di volta in volta sono attore/rici, spazzine/i e clown in tuta bianca che interpretano i concetti e le situazioni annunciate, il tutto ambientato in una discarica e con una voce narrante in sottofondo che spiega la nascita e l’evoluzione del problema dei rifiuti e prova a fornire esempi concreti.

Voglio ringraziare ancora una volta, anche a nome dei/lle mie/i alunne/i, la compagnia Luna e Gnac Teatro, un ulteriore applauso e un bravissimi/e.

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