Pierre de Ronsard, il petrarchismo francese, di Adele Libero (dalla terza lezione presso l’Humaniter della Prof.ssa Sgambati)

petrarchismo-francese

Pierre de Ronsard (1524 – 1585), autore francese detto “Il Principe”, è ricordato per le numerose composizioni, sonetti ed Odi, che pubblicò in Francia nell’ambito della corrente letteraria alla cui fondazione contribuì in maniera significativa. Si trattava de “Le Plèiade” e come le sette stelle della costellazione erano sette i poeti che vi partecipavano. Si ispiravano anche loro al nostro Petrarca, ma, dato l’amore del Ronsard per i classici greci e latini, si connaturava per contenuti classicheggianti.  Ronsard scrisse le sue poesie con tema amoroso e ne riporterò qui di seguito un paio.

 

La prima è “Ode a Cassandra”, una giovane andata in sposa ad un altro e per la quale il poeta nutriva un impossibile sentimento. I temi sono la bellezza, esaltata e paragonata a quella della rosa nonché alla sua brevità, determinata dalla Natura, vista come “matrigna cattiva” (note riprese dal Leopardi ?) . I topos della giovinezza in opposizione con la vecchiaia era stato usato anche da Minmermo, autore di elegie, del VI secolo a.c., che aveva usato il ciclo vitale delle foglie come termine di paragone per la brevità dell’esistenza umana :

 

Mignonne   (Ode a Cassandra)

Dolcezza, andiamo a vedere se la rosa

che stamane aveva dischiuso

la sua veste di porpora al sole

ha perduto stasera

le pieghe della sua veste purpurea

e il colorito simile al vostro.

Ahimè, vedete come in sì breve spazio,

dolcezza, ella ha, al suolo,

lasciato cadere le sue bellezze!

O natura veramente matrigna

poi che un tal fiore non dura

che dal mattino fino alla sera!

Dunque, credetemi, dolcezza,

finché la vostra età fiorisce

nella sua più verde freschezza,

cogliete, cogliete la vostra giovinezza:

come a questo fiore, vecchiezza

farà appassire la vostra beltà .

 

In un componimento successivo, dedicato a Maria, un altro grande amore del Rostand, si parla delle Parche, che conducono il filo della vita.

 

Nel secondo componimento che propongo “Sonetto per Elena” , una donna che rifiutò il poeta, c’è un altro topos classico: quello dell’immortalità della Poesia, che riesce a celebrare la bellezza prima che il Tempo se la porti via. Un tema, questo, caro a Catullo come a Saffo ed Orazio.

Sonetto per Elena

« Quando Vecchia sarete, la sera, alla candela,
seduta presso il fuoco, dipanando e filando,
ricanterete le mie poesie, meravigliando:
Ronsard mi celebrava al tempo ch’ero bella.

Serva allor non avrete ch’ascolti tal novella,
vinta dalla fatica già mezzo sonnecchiando,
ch’al suono del mio nome non apra gli occhi alquanto,
e lodi il vostro nome ch’ebbe sì buona stella.

Io sarò sotto terra, spirto tra ignudi spirti,
prenderò il mio riposo sotto l’ombre dei mirti.
Voi presso il focolare una vecchia incurvita,

l’amor mio e ‘l fiero sprezzo vostro rimpiangerete,
Vivete, date ascolto, diman non attendete:
cogliete fin da oggi le rose della vita. »

(il testo di questo sonetto, debitamente ha ispirato Fabrizio de Andrè per il suo “Valzer per un amore”)