“Amori funesti – storie di donne” di Monica Bocelli, la mia prefazione

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Ringrazio l’amica Monica per avermi chiesto di scrivere una prefazione a questa sua seconda opera che è una raccolta di testi nati dalla sua esperienza professionale di pedagogista clinica.

Già il titolo mi sembra perfetto: un ossimoro per rendere l’idea di come l’amore – un sentimento che dovrebbe essere positivo, bello e appassionante – possa diventare in certe situazioni funesto, deleterio, doloroso.

Davvero originale e nuova la disamina che Monica fa di alcune figure femminili del Decameron di Boccaccio focalizzando la sua attenzione sui loro amori funesti nel saggio di apertura.

Le tre storie che seguono sono state ispirate dalle vite di altrettante donne – una peruviana, una polacca e una albanese – con cui l’autrice ha interagito e che le hanno lasciato dentro la voglia di raccontarle perché la violenza di genere non venga ricordata solo il 25 novembre o l’8 marzo ma in ogni momento dell’anno.

Nel quinto e ultimo scritto, il piú corto, l’amore funesto che dà il titolo alla silloge è quello vissuto da una donna per un brevissimo lasso di tempo ma che l’ha devastata per sempre.

Brava, Monica: attendiamo altre storie di donne.

 

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