Una donna non perdona, di Adele Libero

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Io che piangevo lacrime nascoste,

cullate tra le trine del cuscino,

attenta a soffocarle nella notte

per non turbare il sonno del bambino.

 

Che di giorno non fui campo di grano,

quando lo faccia blu mi diventava,

la bocca amara e stanca per le botte,

(il Cielo non reagiva e non m’amava).

 

Che la notte annudava i suoi difetti:

un cuore gretto e sordo alle preghiere,

che vuole vendicare l’Io peggiore,

che, Maschio, vuole dominare tutto.

 

Ed al mattino il sole sulla pelle

bruciava forse di più di mille graffi,

fin quando un giorno venne più deciso

e chiuse nei suoi pugni questo fiato.

 

Il giornale racconta la mia storia,

col vizio di frugare nel destino,

forse risplenderò nella memoria,

ma vi prego, non dite che perdono !