sarà poi vero, fiaba di Tiziana Mignosa

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C’era una volta un folto gruppo di margherite gialle e tanti, tantissimi papaveri rossi che si erano stancati di vivere sempre nello stesso posto. “Che posso fare per rompere questa monotonia devastante che si è impossessata di noi?” si chiedeva il papavero capo mentre cercava di farsi venire un’idea brillante.

Sì, il luogo dove vivevano era bellissimo, ma i fiorellini in questione amavano troppo il mare e dalla loro posizione non se ne vedeva neanche uno spicchio in lontananza. “Almeno vivere vicino ad un laghetto…” suggeriva timidamente il più romantico di tutti mentre nessuno sembrava ascoltarlo.

Poi, in una bella notte di luna piena, nell’incertezza generale e tra paura e audacia, i temerari decisero anche per i più timorosi e, aiutati dal vento che soffiava più del solito, fecero il grande passo.

Eccoli lì, margherite, erbetta e tanti, tantissimi papaveri, rossi di natura ma anche per lo sforzo mentale e fisico al quale si erano volontariamente sottoposti, che si sollevavano timorosamente in cielo con tutta la terra sottostante.

“Che paura viaggiare a quell’altezza e che meraviglia!” commentavano entusiasti i fiorellini mentre guardavano il mondo da una prospettiva mai conosciuta prima.

Viaggiarono a lungo sorvolando paesi e città ma del mare ancora nessuna traccia fin quando, in lontananza, videro un tranquillo e isolato laghetto.

“Che ve пe pare?” gridò entusiasta il capo e subito dopo senza aspettare risposta “Si planaaa!”

Con il cuore iп gola il gruppetto felice iniziò la discesa fin quando non si udì un tonfo secco e schizzi d’acqua dappertutto: erano atterrati!

Sghignazzi e gridolini d’entusiasmo malamente soffocati riempirono l’aria circostante disturbando quell’angolo di natura addormentata. Adesso i fiorellini felici non solo vedevano l’acqua, ma erano totalmente circondati da essa: si era realizzato il loro grande sogno; felici, si concessero un meritato riposo.

Di lì a poche ore sorse il sole e gli abitanti del villaggio che si arrampicava ai margini del lago, alloro risveglio, trovarono una bellissima sorpresa: una ridente isoletta fiorita sorgeva davanti ai loro occhi e proprio in mezzo allago!

Quanto stupore e quanta meraviglia negli occhi e nelle parole di chi guardava, ma пoп furono i soli; sempre quella mattina, e sempre al sorgere del sole, gli abitanti di un lontano paese, aprendo le loro finestre al mondo notarono che al posto del bellissimo prato fatto di margherite e papaveri che avevano avuto di fronte, c’era niente meno che uп azzurro laghetto.

“NOO, non e’ possibile! gridavano in coro le persone stupite mentre si strofinavano gli occhi temendo di dormire ancora. Niente da fare, non stavano sognando, fortunatamente quell’azzurro laghetto era proprio vero e si trovava lì, davanti ai loro occhi increduli.

“ Ma non è un sogno!” gridò qualcuno tra la folla “E’ bellissimo, ma lo vedi anche tu, vero?”

Molti erano contenti e molti altri avevano anche paura. C’era pure chi giurava di aver visto durante la notte qualcosa di strano sorvolare sulle loro teste e c’era chi sosteneva che quando nasce un laghetto è perché la terra che prima lo copriva era andata altrove, chissà, forse anche in mezzo ad un lago più grande diventando un’isoletta ma, si sa, le leggende hanno sempre fatto parte della vita dell’uomo.

“Un’ isola ed un laghetto, sarà poi vero che nascono così?” continuò a chiedersi qualche tempo ancora la gente di quel posto fortunato.

A dire il vero il dubbio rimase e poi diventò leggenda e, come tutte le leggende che si rispettino, s’ammantò di mistero e bellezza ma una cosa è certa: quell’azzurro laghetto e quell’isoletta ridente rimasero lì per un lunghissimo tempo ancora.

 

tiziana mignosa millenovecentonovantacinque

https://poesienelvento.wordpress.com/

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