le dita dei miei piedi, di Nuccia Isgrò

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Mi aspetti sull’ orlo della fine.
Le dita dei miei piedi artigliano il limite.
Sono elementi prensili,
si piegano sul baratro,
cercano il sicuro appiglio.
Basterebbe una lieve spinta,
una carezza sulle reni,
la decisione delegata ad altri,
mi guardo attorno,
non c’ è nessuno che mi spinga,
sono sola!
Lo so…attendi il mio agire,
ma le dita dei miei piedi uncinano la sicurezza.
Nella vita e nella morte
il cuore, la mente, il corpo, la memoria,
s’ insinuano nelle possibilità,
si agganciano alle certezze.
E tu… mi attendi, mi aspetti oltre il baratro.
Devo farmi forza, prendere la rincorsa,
riempire i polmoni d’ ossigeno,
allentare le dita dei miei piedi
che ancora s’ incollano al passato..
Non voglio voltarmi, sfogliare i ricordi,
salterò!
Fletto le ginocchia,
scosto le braccia dal corpo
al ritmo della mia ansia.
Immagino di essere bambina,
gioco alla campana, lancio il mio sassolino,
atterra lontano…
Ora devo solo saltare, chiudo gli occhi.
Uno..due…tre,
le dita dei miei piedi sono fuse col passato
impossibile compiere il balzo.

Riapro gli occhi,
mi volgo,
scelgo la vita.
Le dita dei miei piedi
ricalcano le orme vissute.

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