La prima orchestra tutta al femminile in Afghanistan, da me tradotto e rielaborato

 

Nonostante le minacce di morte e le accuse che stanno disonorando le loro famiglie le donne della prima orchestra tutta al femminile dell’Afghanistan stanno tracciando un nuovo destino per se stesse attraverso la musica.

Il gruppo è stato catapultato sul palcoscenico mondiale con una performance al World Economic Forum a Davos.

Zohra, un’ensemble di 35 giovani musiciste dai 13 ai 20 anni, alcune orfane o appartenenti a famiglie povere, si è esibita davanti a 3.000 CEOs e capi di stato.

Diretta da Negina Khpalwak che ha celebrato il suo 20esimo compleanno sul volo di ritorno dall’Europa le ragazze hanno superato minacce di morte e discriminazione in questa nazione profondamente conservatrice per suonare insieme.

Con i loro capelli frettolosamente annodati, i loro occhi focalizzati sui loro strumenti le musiciste hanno suonato all’unisono sotto la bacchetta di Khpalwak all’inizio di gennaio in una delle loro ultime esibizioni a Kabul prima del concerto.

“Lei è la prima direttrice d’orchestra afgana” ha detto Ahmad Sarmast, il musicologo che ha fondato l’Afghanistan’s National Institute of Music (Anim) e l’orchestra Zohra parlando con orgoglio di Khpalwak.

Sarmast comprende il rischio che affrontano le donne in Afghanistan che vogliono studiare musica che è stata vietata durante il governo repressivo dei talebani tra il 1996 e il 2001 e non è ancora vista di nuon occhio dalla società conservatrice “gender-segregated”.

Zohra – dice – è molto simbolica per l’Afghanistan.

“E’ così duro per le ragazze afgane. Alcuni padri non lasciano andare le figlie a scuola né parlare di scuole di musica – dice Khpalwak – per loro le donne devo stare a casa e pulire”. I suoi genitori – dice – si misero contro l’intera famiglia per permetterle di prendere lezioni di musica. “La mia nonna disse a mio padre: se non lasci che Negina frequenti la scuola di musica non sarai più mio figlio”.

Da allora i membri della sua famiglia hanno lasciato la loro provincia nativa di Kunar nell’Afghanistan orientale e sono andati a Kabul.

La vita è dura nella capitale, i lavori sono pochi ma “è meglio che essere morta” dice Khpalwak ricordano cosa suo zio le ha promesso: dovunque ti vedrò ti ucciderò. Sei una vergogna per noi”.

Lo scopo di Khpalwak è di vincere una borsa di studio “per studiare fuori dalla nazione e studiare e studiare”. Poi, dice, ritornerà nella sua nazione per diventare la direttrice della National Orchestra.

Quindici anni dopo la fine del regime dei talebani la parità di genere rimane un sogno lontano in Afghanistan nonostante le dichiarazioni di progresso.

http://www.thehindu.com/news/international/Afghanistan%E2%80%99s-first-female-orchestra-set-to-take-Davos-by-storm/article17054407.ece

 

 

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