La collezionista di libri proibiti, di Cinzia Giorgio, recensione di Daniela Domenici

Semplicemente splendido. Mi ha “chiamato” dagli scaffali della biblioteca ed è stato feeling immediato e travolgente. L’ho letto in un soffio nonostante le sue 276 pagine, senza sapere nulla dell’autrice né aver letto alcune recensione precedente, com’è mia abitudine (chi mi segue da tempo lo sa…).

Straordinariamente brava Cinzia Giorgio a delineare la figura della protagonista, Olimpia, la collezionista di libri antichi del titolo, una donna forte che riesce, con tenacia e caparbietà, a coronare il suo sogno, seguendola dall’adolescenza, quando nasce in lei questa passione travolgente, per un quarto di secolo. E insieme a lei perfette le descrizioni delle/i coprotagoniste/i, da Anselmo a Peggy, da Diana a Davide, da Isabelle a Louis, da Letizia a Margherita: ognuna/i di loro ha un posto importante nella storia di Olimpia ed emerge grazie alla caratterizzazione ad hoc che ne fa l’autrice.

Anche alcuni luoghi geografici in cui si svolge la storia di Olimpia vengono “personificati” da Cinzia Giorgio che li colora di dettagliata conoscenza e di profondo amore: prima Venezia, poi Londra e infine Parigi. E mi ha colpito anche l’escamotage di scegliere Veronica Franco, una poetessa veneziana del 16esimo secolo (che ho inserito nel mio saggio “Moderata Fonte e le altre” NdT), come legame tra Olimpia e Anselmo, il suo maestro, e Peggy, la sua migliore amica, anche dopo la loro scomparsa.

Ma, surtout, è l’ineffabile passione-amore per i libri, soprattutto quelli antichi ma non solo (che condivide con la sottoscritta…), la cifra distintiva di questa storia, ne è il fil rouge e voglio concludere con alcune frasi che mi hanno colpito: “sembra che Veronica Franco abbia scritto questa poesia per te. Oh no, l’ha scritta una donna per le donne, aveva replicato sapendo che in fondo l’immagine dell’intelletto femminile descritto dalla poetessa poteva rappresentare lei come tutte le altre donne che leggevano e amavano senza freni. PERCHE’ LEGGERE E’ AMARE. E amare è vivere mille vite in una”: grazie a Cinzia per le emozioni che mi ha regalato.

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