se una donna vive all’ombra degli “uomini di casa”, di Ester Rizzo

Lo scrittore siciliano Elio Vittorini aveva due fratelli,Ugo ed Aldo ed una sorella, Iole, ma di questa non  parlava mai, anzi a chi gli chiedeva curioso la composizione del suo nucleo familiare, rispondeva: “Siamo quattro fratelli”. Resta un mistero questo suo comportamento.

Iole era nata a Scicli il 22 Novembre del 1912, quattro anni dopo Elio. Lei ammirava tantissimo il fratello e diceva che il suo nome altro non era che l’anagramma di Elio. Con la famiglia si spostò in vari paesi della Sicilia per seguire il padre ferroviere: Catania, Noto, Siracusa, Butera, Ragusa…

Ma in questi spostamenti il suo orizzonte rimase sempre il binario ferroviario, fu una bambina che visse isolata in quanto i fratelli non le permettevano quasi mai di andare insieme a loro ad esplorare oltre i confini delle stazioni.

Iole visse all’ombra ingombrante degli “uomini di casa”, legata alla madre che diventò il centro e l’ancora del suo mondo.

Crescendo sperò di potere diventare un’attrice e poter frequentare a Roma l’Accademia d’Arte Drammatica, ma il padre glielo vietò. Tentò di ribellarsi argomentando che invece ad Elio era stato permesso partire: nulla da fare…il suo destino fu una scuola professionale per fanciulle per apprendere l’arte del cucito. Così Iole imparò questo mestiere che in seguito sfruttò per confezionare abiti e pantaloni per l’intera famiglia.

Si sentiva una farfalla con le ali tarpate, il suo estro artistico fu soffocato. Potè solo per un certo periodo recitare nella Filodrammatica del Dopolavoro ferroviario e su questo piccolo palcoscenico ottenne un insperato successo di pubblico che non fu gradito dal padre che considerava il mestiere di attrice immorale per una donna.

Quando morì la sua adorata madre, Iole così scrisse:” Io personalmente sono una perdente nella vita: non mi rimane che una casa dove mi sento prigioniera e una lunga catena di ricordi. Lunga quanto la mia vita: ho un unico grande dolore tra gli altri altrettanto grandi: la perdita di mia madre. Una perdita prematura che ancora oggi mi fa sentire infelice e sola. Mi manca il suo sguardo e le sue parole. Anche quelle che mai è riuscita a pronunciare”

Nel frattempo la fama del fratello cresceva e lei annotava tutto in alcuni diari che nel 1990 diventeranno due volumi dal titolo” Mio fratello Elio” che sicuramente ci offrono un ritratto intimo ed inedito dello scrittore ma ci fanno anche conoscere Iole come scrittrice.

In quest’opera traspare la venerazione per questo fratello famoso ma traspare soprattutto la figura di una donna, una siciliana come tante, che aveva sacrificato tutta la sua esistenza all’amore per la famiglia, che aveva soffocato nell’obbedienza i suoi sogni e le sue aspirazioni.

Iole è morta a Siracusa nella sua casa piena di libri e di vecchi ricordi all’età di novantuno anni.

Probabilmente, come si è scritto, anche lei poteva diventare una brava artista “ma il marchio del suo sesso  la ridusse al silenzio, al mormorio”.

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