Ispirata al carme 3 di Catullo (endecasillabi non rimati), di Adele Libero

Ma v’è ninfa più lieve dell’aurora,
che lenta spinge il suo carro solare,
su per le nubi e i monti degli dei
a illuminare uno ad uno i fiori ?

Eppure quelle lacrime d’inverno
sulle corolle accese dai colori
son poca cosa, se si pensa agli occhi
della mia Lesbia, triste nel dolore.

Il passerotto che lei tanto amava
ora è tremante per le vie dei cieli
e lei rammenta tutto il giorno quello
suo amato bene, di sì alta natura.

O dei benigni, rinunziate, dunque,
al beneficio caro alla bellezza,
ridate a Lesbia il suo perduto cuore
finchè l’amor ritrovi l’allegrezza.

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