Il malato immaginario al Teatro della Corte di Genova, recensione di Daniela Domenici

 

Ha debuttato ieri sera al Teatro della Corte di Genova il testo più celebre di Molière “Il malato immaginario” che fu messo in scena, nella traduzione di Cesare Garboli, per la prima volta, nel 1974 e poi ripreso nel 1980 per la regia di Andrée Ruth Shammah che è la regista anche di questa versione realizzata nel 2014 in occasione dei 25 anni della morte di Parenti.

Il fil rouge che lega le due edizioni: nel 1980 Gioele Dix rivestiva il ruolo di Cleante, l’innamorato della figlia, ora è Argan, il protagonista, che è sulla scena ininterrottamente per due ore e mezzo, un vero tour de force attoriale: straordinario, semplicemente bravissimo nella sua ingenua ipocondria che provoca sorrisi e tenerezza, formidabile la sua caratterizzazione sia a livello fisico che recitativo.

Accanto a lui la cameriera Antonia, la bravissima Anna Della Rosa, che ha un abbigliamento quasi monacale per simboleggiare la sua devozione, con la quale si scontra continuamente ma che si dimostrerà la persona che più gli vuole bene, c’è una perfetta sintonia tra di loro, un delizioso, formidabile gioco di ruoli. Bravi davvero anche Linda Gennari nel ruolo della moglie sexy, arrivista e falsamente affettuosa, Valentina Bartolo in quello della dolce figlia Angelica, Francesco Sferrazza Papa nel ruolo di Cleante, il suo innamorato, Francesco Brandi, con una recitazione tra il clown e il robot, che è il figlio del dott. Furgone interpretato da Marco Balbi e Pietro Micci è il fratello di Argan: un cast davvero eccellente che ha meritato l’applauso caloroso e prolungato del numeroso pubblico del Teatro della Corte.

Si replica fino al 14. Non perdetevelo!!!

http://www.italianotizie.it/2018/01/10/malato-immaginario-moliere-al-teatro-della-corte-genova/

 

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