studiare è, per me…di Loredana De Vita

Studiare è per me non solo conoscere altro e altri da me, ma imparare ogni volta qualcosa di nuovo di me stessa. E’ la possibilità di scoprire nuovi modi in cui tutto il mio essere partecipa e compartecipa della storia di cui faccio parte in prima persona, ma anche di quella che, apparentemente distante, mi invita a essere parte e condividere la storia del mondo. In questo senso, la scuola dovrebbe essere più adeguata a questo scopo: a conoscere se stessi e le modalità con cui si reagisce ai richiami del mondo e dei tempi. Imparare a concentrarsi, a scavare nel profondo, a intravedere prospettive e “suoni” diversi dai propri è un invito a mettersi in gioco, a definire la propria limitatezza affinché si arricchisca della verità e della libertà dell’altro che non ha un valore minore rispetto alla mia.

L’amore per la cultura e per le culture, è il viatico alla conoscenza delle molteplici sfaccettature dell’essere umano, è il richiamo ad abbandonare l’ambiguità con cui dividiamo le realtà in ciò che ci appartiene e in ciò che ci è estraneo, è la soluzione alla scoperta della bellezza di cui ciascuno, a modo suo, è latore e di cui nessuno, assolutamente nessuno, deve poter fare a meno. Non è forse questo il ruolo della scuola e della cultura, del confronto e del dialogo, della ricerca e della scoperta, nella vita delle persone?

A questo dovrebbe mirare una riforma della scuola: a far scoprire la bellezza nella felicità e nella diversità dei modi e degli stili, a stimolare la rappresentazione di segni e senso che non siano la voce di uno solo, ma la voce diversamente unica di tutti e di ciascuno.

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