accadde…oggi: nel 1523 nasce Fiammetta Frescobaldi, di Elena Del Gallo

Nacque a Firenze il 17 genn. 1523 da Lamberto di Gherardo e da Francesca Morelli. La famiglia Frescobaldi, dedita alla mercatura e al banco, si era affermata a Firenze a partire dal secolo XIII divenendo ben presto una delle famiglie magnatizie più ricche e potenti della città. Mancano notizie attendibili sulla vita trascorsa dalla F. in famiglia e sui motivi che la spinsero alla vita monastica. Probabilmente, secondo la consuetudine del tempo, seguì il destino comune a quello di molte fanciulle delle ricche famiglie dell’epoca e accettò la decisione dei genitori entrando, il 2 nov. 1534, nel monastero domenicano di S. Jacopo a Ripoli.

Il 15 luglio 1535 la F. rinunciò all’eredità paterna in favore della sorella Fiammetta, secondo la tradizione, e questo atto venne approvato dal monastero nell’aprile del 1540. Dopo tre anni e quattro mesi trascorsi in convento, pronunciò i voti nel 1537 insieme con altre nobili fanciulle fiorentine (Rubini, Pucci, Balducci, Adimari e Dazzi), e prese il nome di suor Fiammetta. All’età di venticinque anni la F. fu colpita da una grave malattia alle gambe, forse paralisi, che la rese inferma per tutto il resto della sua vita. Costretta all’inattività, si dedicò prima allo studio e alla lettura, utilizzando il patrimonio librario del convento e le opere donate dai suoi familiari, quindi alla composizione e traduzione dal latino di opere di argomento religioso e devozionale. La volontà di sentirsi utile alla comunità religiosa con la propria attività intellettuale e di offrire opere virtuose ed esemplari per lo svago e la meditazione delle consorelle costituì la motivazione fondamentale del lavoro della F. che, cosciente dei propri limiti di scrittrice, nelle lettere dedicatorie continuamente si scusa con i lettori per gli errori e le imperfezioni dovuti alla sua “ignoranza”. Nel 1562 intraprese la composizione di Selva di cose diverse, una raccolta di notizie di vario genere che probabilmente arricchì nel tempo fino a quando venne rilegata nel 1585.

La F. cita sempre le fonti, i “diversi e varii autori”, da cui attinge le notizie: ad esempio la descrizione della costruzione di S. Maria del Fiore è tratta dalla narrazione contenuta nella prima edizione (1550) delle Vite del Vasari. Tale abitudine è di grande importanza perché consente di conoscere il patrimonio culturale della Frescobaldi.

Tra il 1568 e il 1579 compose La sfera del mondo, trattato diviso in nove libri, di cui restano il VII, l’VIII e il IX, ciascuno preceduto da una o più lettere dedicatorie. Per comporre questa opera di argomento geografico la F. lesse trattati di ogni genere, relazioni di viaggi e numerose novità editoriali, non solo fiorentine, tra cui Della sfera del mondo di A. Piccolomini. Dal 1565 e contemporaneamente alla stesura della Sfera la F. compose due volumi, di quattro libri ciascuno, dal titolo Storia delle Indie orientali e Storia delle Indie occidentali.

Dal 1575 al 1585 tradusse dal latino passi tratti dalle opere di L. Surio e di L. Lippomano. All’interno di questa raccolta, divisa in sette libri, si deve considerare la Serie dei vescovi di Fiesole, prima di s. Romolo vescovo di tal luogo, che è una rielaborazione dell’opera del vescovo Francesco Cattani da Diacceto. Nelle dediche che precedono ciascun libro la F. afferma che la sua traduzione in volgare è corretta e fedele agli originali nei contenuti, tuttavia può presentare errori formali, di cui, come al solito, si scusa.

Nel 1576 compose Mutazioni del patriarcato d’Aquileia e Le cose prodigiose e calamitose dal principio del mondo fino all’anno 1000 dopo Gesù Cristo, in quattro parti, basato su Della storia del mondo di Giovanni Tarcagnota.

Sempre nel 1575 la F. scrisse Prato fiorito, raccolta di episodi esemplari di storia religiosa e cristiana tradotti e rielaborati dalle opere del Surio e del Lippomano, che, a loro volta, avevano attinto ad autori greci.

La Cronica dell’Ordine di S. Domenico: dal 1200 al 1579, con la serie storica dei generali dell’Ordine, è racchiusa in un codice che versa in cattive condizioni. Contiene la narrazione della fondazione di S. Maria Novella e degli altri conventi domenicani.

La parte più interessante è quella che riguarda gli avvenimenti storici più vicini all’autrice, come le considerazioni su Lutero, l’elogio di s. Ignazio e la fondazione della Compagnia di Gesù, la ribellione di Enrico VIII di Inghilterra, la piena dell’Arno del 1557, la morte di Carlo V, la descrizione dei tumulti per la morte di Paolo IV Carafa a Roma, l’elezione di Pio V dell’Ordine domenicano.

Il Diario dell’anno 1575 fino al 1586 e varie memorie, nel quale annotò con dovizia di particolari ogni avvenimento riguardante il convento, fu l’ultima opera da lei composta.

La F. morì nel suo convento il 6 luglio 1586, dopo una lunga malattia. Una consorella registrò nel Diario questa notizia, elogiando l’integrità morale e spirituale e la produzione letteraria della Frescobaldi.

Le opere della F., tutte manoscritte e conservate in archivi privati, sono ampiamente descritte da G. Pierattini, la cui ricerca costituisce la fonte primaria per ricostruire il profilo umano e letterario della religiosa. L’opera Prato fiorito si trova nella Biblioteca nazionale di Firenze, alla segnatura C. 2.504. D. Moreni informa dell’esistenza, presso la Biblioteca di S. Maria Novella, di un “compendio dell’Istoria di Mess. Francesco Guicciardini ridotta in otto Libri, di 16 che sono nella stampa”. Questo compendio non è stato però trovato dal Pierattini, che lo ritiene pertanto, perduto.

http://www.treccani.it/enciclopedia/fiammetta-frescobaldi_(Dizionario-Biografico)/

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