Il fuoco della vita, riflessione di Gabriel Argenti

Ricomincio dopo un po’ di tempo a ospitare creazioni poetiche di alunni e alunne della scuola in cui insegno; non lo facevo da tempo ed è stato un piacere conoscere questa mattina un ragazzo, presentatomi da una collega, che frequenta la prima superiore, che ama leggere da quando era bambino, che sta scrivendo un libro e che mi ha regalato questa sua riflessione per iniziare, chissà, forse una bella collaborazione…

Arde il fuoco che illumina le tenebre che avanzano senza paura. Il fuoco da solo non può fare molto ma se messo sulla torcia e portato con sé ti aiuta nella fitta notte che accompagna la tempesta.

È nella foresta dove tutto sembra calmo e le foglie lucide d’acqua non si muovono che si trovano dei legni poco prima ardenti ed ora spenti: hanno finito il loro ciclo. Si pensa ma ci sarà sempre qualcuno che accenderà la fiamma e alimenterà il fuoco che arde, che ti scalda il cuore.

Fuoco.

Lo stesso che crea i sentimenti.

Rabbia, dolore, frustrazione, amore, paura, tutti fuoco.

C’è chi ha il potere di accenderli e spegnerli a piacimento, chi si lascia bruciare dalla passione e chi ha esaurito il carburante per aizzare la fiamma.

Queste persone sono spente, prive di gioia ed allegria, di paura o di rancore.

Sono vuote.

Arriverà però il giorno in cui qualcuno, a loro insaputa, verserà altro carburante sulle ormai ceneri delle emozioni passate portando con sé un guizzo che accende di nuovo la fiamma e la fa bruciare in eterno dando di nuovo vita a quell’emozione d’inferno di fiamme che è la vita.

 

Annunci