La contessa di ricotta, di Milena Agus, Nottetempo edizioni, recensione di Daniela Domenici

 

Questo libro mi ha “chiamato” dagli scaffali della mia nuova biblioteca, ho accolto il suo richiamo ed è stato feeling immediato e travolgente per alcuni motivi che vado a dirvi.

Leggo in quarta di copertina che l’autrice, Milena Agus, è nata a Genova e vive a Cagliari, ecco il primo motivo che mi ha spinto a leggerlo: vivo a Genova da sette mesi e ho visitato Cagliari, per la prima volta, la scorsa estate e me ne sono istantaneamente innamorata. La città è una delle protagoniste di questa storia tutta al femminile e viene descritta da Agus con dettagliata conoscenza intrisa di profondo amore, soprattutto per la parte antica, il quartiere Castello, che ha affascinato anche me.

Il secondo motivo per il quale l’ho letto in un soffio è lo stile assolutamente originale, una specie di mescolanza, senza confini netti, di vari flussi di coscienza; l’autrice intreccia, con apparente nonchalance, la parte narrativa con i discorsi indiretti liberi di ognuna delle tre sorelle contesse, Noemi, Maddalena e la cosiddetta “contessa di ricotta”, che occupano tre appartamenti di un palazzo nobiliare nel cuore di Cagliari che un tempo era tutto di loro proprietà. Ognuna di loro coltiva tenacemente una sua propria illusione nonostante i tanti ostacoli che il destino mette sulla loro strada; intorno a loro gravitano altrettanti personaggi, splendidamente caratterizzati, da Salvatore a Elias, da Carlino al vicino misterioso e alla vecchia tata: bravissima Agus!

L’autrice arricchisce la narrazione con alcune frasi o semplici parole in lingua sarda che danno un tocco in più alla storia e riesce a inserire anche una goccia di erotismo leggero e ironico nel racconto del rapporto tra Maddalena e il marito Salvatore: delizioso.

 

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