accadde…oggi: nel 1928 nasce Maya Angelou, di Stefania Parmeggiani

2014 – La poetessa americana e militante per i diritti civili Maya Angelou è morta a 86 anni nella sua casa di Winston Salem, nella Carolina del nord. E forse, ricordarla come poetessa e scrittrice benché sia considerata un baluardo della cultura afroamericana, è riduttivo: è stata attrice, sceneggiatrice, ballerina ma soprattutto una donna che ha molto sofferto e molto lottato per affermare la propria libertà. È infatti riuscita, con la sola forza del talento e il coraggio delle idee, a passare da una vita di povertà e segregazione, di abbandono e violenza, alla fama internazionale.

Un’infanzia difficile. Nata a Saint Louis, nel Missouri, ha un’infanzia terribile, come lei stessa racconta nel suo primo libro di memorie Il canto del silenzio, pubblicato nel 1969 e passato alla storia della letteratura americana come il primo bestseller scritto da una donna di origini africane. La sua vita, tutta in salita, è segnata da una violenza in famiglia: a sette anni viene stuprata dal fidanzato della madre, poi ucciso per vendetta dai suoi zii. Il trauma è così violento da toglierle per cinque anni la parola. Si lascia alle spalle la sofferenza costruendo con coraggio e ostinazione la propria vita: una borsa di studio per danzare e recitare la porta in California, a San Francisco. Nel 1944, a soli 16 anni, dà alla luce un figlio e da quel momento per mantenere se stessa e il bambino comincia a lavorare. Mestieri umili: la cameriera, la cuoca, la prostituta, la spogliarellista e persino la tranviera. Ottiene così uno dei tanti risultati che renderanno la sua vita unica: è la prima persona di colore a condurre un mezzo pubblico in quella città.

La carriera artistica. Nel 1952 sposa Anastasios Angelopulos, un marinaio greco da cui prende il suo nome professionale (in realtà si chiamava Marguerite Ann Johnson), una miscela del suo soprannome d’infanzia, Maya, e della versione abbreviata del cognome del marito. Poi, la sua carriera come attrice e ballerina comincia a decollare. Tra i vari ingaggi ottiene anche una parte nell’opera di George Gershwin Porgy and Bess. In seguito arriveranno anche i programmi televisivi e i film tra cui Down in the Delta, che racconta la storia di una donna distrutta dalle droghe che fa ritorno a casa, dai suoi antenati, sul Delta del Mississippi. Nel 1972 scriverà la sceneggiatura di Georgia, Georgia, il primo film nato dalla penna di una donna afro-americana, che le varrà una nomination per il premio Pulitzer.

Il debutto letterario. Presto inizia a lavorare come editor, insegnante e giornalista freelance, vivendo in Egitto, dove si trasferisce con il suo nuovo compagno, un sudafricano attivista per i diritti civili, e nel Ghana della delocalizzazione, dove lavora all’Università come assistente amministrativa. Al suo ritorno negli Stati Uniti l’amico e scrittore James Baldwin le consiglia di scrivere le sue memorie. Nel Canto del silenzio lei lo fa con una tale franchezza e forza espressiva da essere consacrata non solo come star della letteratura ma come portavoce delle istanze della popolazione afroamericana e delle donne di colore.

Le altre opere. In seguito scrive altri sei romanzi, tutti autobiografici ma comunque in grado di superare i confini dell’esperienza personale per affrontare temi di portata ben più ampia come il razzismo, l’identità, la famiglia, la condizione femminile. Ha pubblicato anche saggi, biografie, testi per il teatro e libri per bambini. Oltre che numerose poesie non sempre amate dai critici. Se alcuni l’hanno considerata una poetessa minore, altri hanno difeso i suoi versi sostenendo che per essere realmente compresi servivano nuove categorie: lo stile non era classico, ma vicino alla tradizione orale afroamericana di grandi oratori tra cui Malcolm X, con cui collaborò, e Martin Luther King, suo grande amico, assassinato proprio nel giorno del suo compleanno. Angelou per anni smise di festeggiarlo e sempre inviò alla vedova di King, Coretta Scott, un mazzo di fiori. La sua poesia più apprezzata, On the Pulse of Morning, deve la sua notorietà anche al fatto che fu declamata alla cerimonia di insediamento alla presidenza di Bill Clinton. Non accadeva dal 1961, anno in cui Robert Frost lesse i propri versi per John F. Kennedy.

Gli ultimi anni. Intensissima, negli ultimi anni, la sua attività di divulgatrice culturale e insegnante. Non si stancava mai di parlare sia di letteratura che di diritti

civili con chiunque volesse ascoltare la sua esperienza, a cominciare dagli studenti delle università dove era invitata per numerose conferenze. Da qualche tempo però le sue condizioni di salute erano peggiorate, tanto da costringerla ad annullare alcuni appuntamenti pubblici. Oggi è stata trovata priva di vita nella sua abitazione di Winston-Salem. Il 23 maggio aveva scritto il suo ultimo tweet: “Ascolta te stesso e in quella quiete potrai udire la voce di Dio”.

http://www.repubblica.it/cultura/2014/05/28/news/maya_angelou_morta-87485747/

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