Il coraggio della signora maestra, di Renzo Bistolfi, recensione di Daniela Domenici

Un altro splendido libro che mi ha “chiamato” dagli scaffali della mia nuova biblioteca grazie alla seconda di copertina in cui ho letto che buona parte della vicenda immaginata da Bistolfi si svolge a Sestri Ponente, dove vivo da otto mesi, e alla sintesi in quarta che dice “tra seconda guerra mondiale e anni ’60 una storia di eroismo e solidarietà raccontata con tocco fine e precisione storica”: non potevo quindi resistere a questo duplice richiamo e l’ho letto in un soffio nonostante le sue 280 pagine che mi hanno emozionato e commosso.

I miei primi complimenti a Bistolfi per come è riuscito a descrivere la “signora maestra” del titolo, Vittoria Barabino, a regalarci il ritratto a tutto tondo di questa donna profondamente antifascista e straordinariamente coraggiosa come partigiana; per farlo utilizza l’escamotage della narrazione in parallelo, a capitoli alternati, di due periodi della sua vita, quello dal 1941 al 1944 e quello del 1961 riuscendo a tener sempre desta la nostra attenzione grazie anche a uno stile narrativo molto variegato e corretto, alle descrizioni sia fisiche che psicologiche pertinenti e dettagliate delle tante persone che incrociano il cammino di Vittoria e dei luoghi che sono teatro delle vicende il tutto arricchito dai tanti dialoghi sempre ad hoc.

E ancora complimenti per come ha saputo narrare la seconda guerra mondiale “dal di dentro” e il perché lo scopriremo solo nella nota finale dell’autore: è un’emozione che si aggiunge alle innumerevoli altre che ci regala quest’opera che andrebbe fatta leggere nelle scuole superiori di Genova in primis ma non soltanto.

 

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