Il barone Tallone, fiaba di Nuccia Isgrò, recensione di Daniela Domenici

Ho avuto la gioia di leggere questa breve fiaba di Nuccia Isgrò, docente e scrittrice milazzese, deliziosamente illustrata da Cristina Sottile e sento il desiderio di parlarvene.

In primis come nonna e autrice di un libro di fiabe posso dire che Isgrò riesce a usare un linguaggio che è perfettamente adatto a un pubblico di lettori e lettrici della scuola primaria: semplice ma, allo stesso tempo, ricco e colorato in perfetto pendant con gli splendidi disegni di Sottile.

Ne “il barone Tallone” ho trovato echi di un’altra celebre fiaba, “Il principe felice” del grande scrittore irlandese Oscar Wilde: in entrambe c’è un uomo benestante che vive isolato e che non ama i/le bambini/e, tutti e due escogitano dei metodi per tenerli/e lontani/e dal proprio giardino in Wilde e dalla spiaggia libera “la baia delle Sirene” in Isgrò. In quest’ultima fiaba il cosiddetto “cattivo”, il barone Tallone, vorrebbe avere tutte per sé quella spiaggia ma nonostante i suoi numerosi tentativi non ci riuscirà grazie all’aiuto magico di alcuni/e abitanti del mare…

La morale che si può estrapolare da questa fiaba è che la cupidigia non paga, che desiderare per sé un bene pubblico, della collettività, porta solo conseguenze nefaste per chi ha questa brama.

 

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