accadde…oggi: nel 1868 nasce Maria Boni Brighenti

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Maria Boni nasce a Roma il 3 settembre 1868. Di distintissima famiglia romana, promessa sposa fin da giovanetta a Costantino Brighenti, poté realizzare il suo sogno d’amore solo nel 1914. Il maggiore Brighenti viene all’epoca distaccato in Libia presso un comando di truppe coloniali e Maria non rinuncia dopo anni a separarsi ancora dal sogno della sua vita. Ha 46 anni e non è più una giovinetta quando giunge in Libia alla Vigilia per noi del conflitto mondiale. Pur conscia dei pericoli che la situazione di guerra (ma li in Libia la guerra non era mai terminata) avrebbero portato, decise di divenire, per speciale concessione del Governo della Colonia, assistente alla truppa, prodigandosi in ogni modo al nuovo compito. Nell’aprile 1915 il maggiore Brighenti assunse il comando del presidio di Beni Ulid, capoluogo degli Orfella, col II battaglione libico da lui stesso formato. Maria rimasta a Tarhuna nonostante il pericolo si riservò di raggiungerlo al più presto ma le successive tragiche vicende di quel tempo glielo impedirono. Il 10 maggio gli arabi in rivolta assediarono Tarhuna, impedendo ogni possibilità di rifornimenti alle truppe del presidio. Dopo un mese di resistenza, durante la quale Maria Brighenti, instancabile, prodigò le sue cure ai feriti ed agli ammalati, aggravatesi la situazione per la scarsezza di viveri, medicinali e munizioni, fu deciso dal comando di forzare il blocco e tentare il ripiegamento su Tripoli. La tragica ritirata lungo le aspre vie del Gebel ebbe inizio la notte del 17 giugno 1915. La colonna, formata da reparti nazionali e libici, seguita da un convoglio di non combattenti con fanciulli e donne, tra le quali Maria Brighenti, giunta nel vallone di Ras Msid fu attaccata e circondata dai ribelli. La lotta andò avanti per ore ma ben presto la colonna fu sopraffatta e i componenti massacrati. L’eroica Maria Brighenti, ferita da un colpo di rimbalzo aveva rifiutato ogni aiuto per prodigarsi nell’assistenza ai feriti ed ai morenti dividendo con essi gli ultimi sorsi di acqua della sua borraccia: cadde il 18 giugno ripetutamente colpita, trascinata dietro una duna e finita selvaggiamente.

Tutto era cominciato diversi mesi primi, quando un piano preordinato aveva messo in campo tutte le bande ribelli alla macchia (Fezzan) e dormienti entro i confini protetti della Colonia. Questi alla fine del 1914 si erano notevolmente ridotti e si limitavano in Tripolitania ad un semicerchio dalla regione degli Orfella fino al confine tunisino lungo il Gebel e aveva come capisaldi Gadames, Misurata, Beni Ulid, Mista, Nalut. Di invio di altre truppe non si parlava proprio. Per alleggerire la situazione il Col. Miani organizzò una sortita con una colonna composta da cinque bande (300 uomini a piedi e 220 a cavallo), un battaglione del 2° bersaglieri, il XV battaglione eritreo, il II battaglione libico (Brighenti), due compagnie del IV battaglione libico, una batteria nazionale, una batteria indigena, uno squadrone di Savari e un plotone di meharisti. A fine aprile gli italiani ebbero violenti scontri che si tramutarono ben presto col tradimento delle bande nella disfatta più nota come Casr Bu-Hadi. 18 ufficiali morti e 25 feriti, 252 uomini di truppa metropolitana morti e 141 feriti, 234 indigeni coloniali morti e 296 feriti. Il presidio di Beni Ulid al comando del maggiore Brigenti si difese valorosamente dal 6 maggio al 5 luglio. Brighenti, dietro consiglio del comando di Tripoli, il 5 luglio, concluse a buoni patti la resa, che avvenne il 7, dopo un inutile e sanguinoso tentativo degli ascari libici di aprirsi il passo con le armi. Il marito, fatto prigioniero, non reggerà alla nuova situazione aggravata dalla perdita della consorte e dopo un anno si toglierà la vita.

https://it.wikipedia.org/wiki/Maria_Boni_Brighenti

 

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