accadde…oggi: nel 1762 nasce Joanna Baillie

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Joanna Baillie nacque a Bothwell, nel Lanarkshire, l’11 settembre 1762 presso una famiglia che vantava illustri antenati e parenti, tra i quali il patriota scozzese William Wallace, e William e John Hunter, rispettivamente fisico e chirurgo. Joanna era l’ultimogenita di tre figli e aveva una sorella gemella che morì poco dopo la nascita.

Era molto legata ai suoi fratelli, da bambina amava gli spazi aperti, e non era appassionata di libri e letture. Inoltre, insieme alla sorella, si divertiva ad ascoltare storie di fantasmi che trattavano tematiche sovrannaturali e ben presto iniziò a manifestarsi la sua forte passione per la recitazione e la narrazione di storie. Frequentò un collegio a Glasgow, nel quale le sue doti vennero valorizzate ed emerse il suo talento per il disegno, la musica, la matematica e, soprattutto, la composizione di opere teatrali.

In seguito alla morte del padre, avvenuta nel 1783, Joanna, la sorella Agnes e la madre si trasferirono a Londra, dove riuscì ad inserirsi nella società letteraria grazie all’aiuto della zia, moglie di un poeta abbastanza conosciuto. La sua prima poesia fu A Winter Day che, similmente alle tragedie che compose in seguito, è in versi sciolti. Ben presto iniziò a scrivere drammi, studiò le opere di autori francesi quali Molière e Voltaire, e i drammaturghi inglesi delle precedenti generazioni, tra cui Shakespeare.

Baillie si trasferì in seguito a Colchester, dove ebbe l’ispirazione per comporre Plays on the Passions. Proprio a Colchester iniziò a scrivere la tragedia Basil e la commedia The Tryal, entrambe riguardanti la tematica dell’amore, e la tragedia De Monfort, incentrata sull’odio. La struttura dell’opera Plays on the Passions era ambiziosa, in quanto cercava di dare spazio alle passioni più forti della mente umana, trattando ognuna di esse in forma di commedia e di tragedia. Di fondamentale importanza per l’autrice erano la sympathetic curiosity e l’analisi dei sentimenti. Ogni pièce doveva concentrarsi sulla nascita di una passione prevalente, e ciò che veniva drammatizzato erano i complessi meccanismi psicologici nascosti che portano ad un comportamento deciso e passionale.

De Monfort venne rappresentato al Drury Lane nel 1800 e, sebbene fosse stato allestito con somma cura e attenzione, non ebbe particolare successo. Il nuovo approccio analitico adottato da Baillie diede adito a controversie e critiche, spingendo l’autrice a non rivelare la sua identità fino alla pubblicazione di un secondo volume di Plays on the Passions, composto da: The Election, commedia sull’odio, e Ethwald e The Second Marriage, rispettivamente tragedia e commedia incentrate sul tema dell’ambizione. Plays on the Passions fu aspramente attaccato dal critico letterario scozzese Francis Jeffrey, il quale rimproverava a Baillie lo scopo delle opere, e nonostante riconoscesse il grande talento dell’autrice, Joanna lo considerò uno dei suoi più fastidiosi antagonisti.

Né Baillie, né la sorella Agnes si sposarono; di entrambe sono spesso ricordate la disponibilità e socialità, ma anche le illustri amicizie consolidate in campo scientifico e artistico, tra i quali si annoverava Walter Scott.

Nel 1804 pubblicò il volume intitolato Miscellaneous Plays, composto da due tragedie e una commedia, per il quale Baillie scrisse una prefazione indirizzata al lettore nel quale difendeva il ruolo delle sue opere, attribuendo loro la legittimità di pièce teatrali. L’autrice sosteneva di voler scrivere opere che potessero essere messe in scena, e annoverate tra i drammi di importanza nazionale. Tuttavia, le sue composizioni furono spesso accusate di non avere spessore, tanto da portare Baillie a sviluppare la convinzione che i critici non leggessero con attenzione le sue prefazioni e la sottovalutassero in quanto donna. Inoltre, sottolineava il fatto che all’epoca fossero di moda solo spettacoli sfarzosi e che le sue rappresentazioni si addicessero a teatri di piccole dimensioni, cosicché fosse possibile cogliere al meglio la mimica degli interpreti e l’importanza attribuita ai dettagli psicologici.

Nel 1810 Baillie decise di cambiare tematiche e compose The Family Legend, incentrato su questioni prettamente scozzesi. Il successo—al quale contribuirono in parte anche il prologo di Walter Scott e l’epilogo di Henry Mackenzie— fu tale che decise di far rappresentare nuovamente De Monfort, che a quel punto fu altrettanto apprezzato.

L’ultimo volume di Plays on the Passions fu pubblicato nel 1812 e comprendeva: le tragedie Orra e The Siege, e la commedia The Alienated Manor, incentrate sulla paura, e il dramma musicale The Beacon, il cui tema era la speranza. In seguito compose Metrical Legends of Exalted Characters, pubblicato nel 1821, che racconta in versi le gesta di personaggi storici quali Cristoforo Colombo e William Wallace.

Baillie decise di donare metà dei suoi guadagni per scopi caritatevoli e si interessò ad attività filantropiche, inoltre aiutò nuovi poeti ad emergere e molti scrittori ad attraversare periodi difficili. Era molto avveduta nell’ambito dell’industria editoriale ed usò le sue conoscenze per facilitare e promuovere giovani talenti e scrittori che desideravano essere inseriti nell’ambiente culturale dell’epoca.

La religione fu molto importante per l’autrice che, nel 1826, pubblicò The Martyr, tragedia a carattere religioso scritta per la sola lettura, e nel 1831 compose un opuscolo nel quale prendeva in esame varie dottrine.

Gli anni successivi non furono molto prolifici in quanto non godette di buona salute, tuttavia ciò non le impedì di continuare la stesura di Plays on the Passions. In quel periodo pubblicò infatti una tragedia e una commedia sulla gelosia, e una tragedia sul rimorso, accolte con entusiasmo dalla critica. Inoltre, nel 1840 diede alla stampa, incoraggiata dall’amico e poeta Samuel Rogers, Fugitive Verses e nel 1849 la poesia Ahalya Baee, destinata ad un circolo ristretto. Baillie attese con trepidazione la pubblicazione di un volume che contenesse tutte le sue opere. Tale volume fu pubblicato nel 1851 poco prima della sua morte, che avvenne quando aveva quasi raggiunto il novantesimo anno d’età, traguardo decisamente avanzato per l’epoca.

Joanna Baillie fu sempre molto apprezzata per il suo atteggiamento contenuto e modesto, e per la sua innata capacità di sondare l’animo umano per analizzarne le emozioni. Donna avveduta e perfettamente inserita nella scena culturale dell’epoca, vantava amicizie con le più importanti scrittrici del suo tempo, e la vivace creatività fu sempre una sua caratteristica distintiva. Il contributo apportato all’innovazione in ambito teatrale le fu riconosciuto anche in seguito, e in molti dovettero rivalutare l’importanza precedentemente attribuitale.

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