Antonia storia di una musa, di Simonetta Ronco, recensione di Daniela Domenici

Nel giro di pochi mesi ho “incontrato” e recensito due “sue” donne, Adriana e Cristina

https://danielaedintorni.com/2018/04/17/adriana-una-straniera-a-sanremo-di-simonetta-ronco-recensione-di-daniela-domenici/

https://danielaedintorni.com/2018/08/27/madama-cristina-di-simonetta-ronco-recensione-di-daniela-domenici/

sono tornata a “trovare” Simonetta Ronco, docente e scrittrice genovese, per la terza delle sue biografie storiche in forma di romanzo, “Antonia storia di una musa”, che ho letto in un soffio e di cui desidero dirvi qualcosa.

Innanzitutto chi è Antonia, la musa di cui Ronco ci narra la storia? È Antonia Costa Galera, una donna che si sposa, giovanissima, con un uomo molto più anziano di lei, il nobile Giacomo Costa, da cui avrà una figlia, Anna, e un figlio Bartolomeo, la quale “da giovane sposa inesperta divenne una donna forte e determinata e seppe sempre mantenere un ottimo equilibrio tra vita pubblica e privata” a Genova tra la fine del diciottesimo secolo e la prima metà del diciannovesimo, animò la vita culturale della città con il suo salotto, si dilettò anche con la pittura e visse in prima persona il periodo napoleonico fino alla sua conclusione.

Ancora una volta brava l’autrice a farci “vedere” la storia come se fossimo presenti nei saloni dei palazzi nobiliari dell’epoca, tra le strade di Genova, con una perfetta ricostruzione storica di ambienti, musiche, usi e costumi perché, come ho scritto concludendo la mia precedente recensione, “occorre sempre una certa dose di poesia per contribuire a un’efficace ricostruzione del passato”, parole di Ronco che mi trovano pienamente concorde e che lei possiede in grande misura.

Complimenti all’autrice sia per lo stile narrativo che per la profonda conoscenza e amore per la sua città che è la cifra distintiva della storia di Antonia Costa Galera, “un esempio ancora valido per le donne del nostro tempo” come si legge in quarta di copertina.

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