Corri dall’inferno a Central Park, di Roberto Di Sante, recensione di Daniela Domenici

È intriso di poesia questo libro di Roberto Di Sante, giornalista e autore teatrale, che racconta il suo personalissimo percorso per uscire, nel 2013, dal pozzo della depressione e fuggire dagli incubi iniziando a essere runner “per inseguire i sogni”, come leggo in quarta di copertina.

E per fuggire dall’inferno di questa malattia che spesso viene sottovalutata, non compresa da chi si trova a vivere, per lavoro, amicizia o amore, vicino a una persona che ne soffre il protagonista, Aldo, decide di cominciare, a più di cinquant’anni, a correre “lui che prende la macchina anche per fare cento metri…come un evaso braccato dai suoi incubi. Cade, si rialza. Cade ancora e si rimette in piedi. E ogni volta fa sempre più male. Ma lui non molla…” con il prezioso aiuto della sua giovane, innamoratissima compagna Teresa, di uno splendido medico viaggiatore, di un coach un po’ particolare e di uno straordinario nipote perché “io non lo so ancora chi sono veramente ma credo di scoprirlo giorno dopo giorno. Metro dopo metro. Con un vento nuovo e una forza che non avevo mai avuto. Non so ancora se mi basterà per vincere la mia battaglia. Il nemico è ancora in agguato…”.

Proprio all’arrivo della maratona delle maratone, quella di New York, a cui Aldo decide, contro ogni pronostico, di partecipare accade che“cinquanta metri, quaranta…sento il rumore di un terremoto, le viscere della terra si aprono. Trenta metri…mi giro e vedo i miei nemici sprofondare in una voragine che si richiude sopra di loro. Seppellendoli in quella che era stata la mia prigionesono ancora vivo, mi sento vivo. Ma soprattutto senza più incubi e catene. Libero di correre e di sognare ancora…”: ineffabile commozione…

Grazie, Roberto, per aver condiviso con noi questa tua testimonianza così dolorosamente vera, grazie per le splendide frasi di pag. 79 e 80 che vorrei riportare per intero e che elencano, con tanta poesia, tutti i motivi per cui corri e concludo con le parole di madre Teresa di Calcutta “non smettere mai di correre verso un traguardo, non smettere di essere te stesso, lotta sempre per ciò che desideri. Vivi per la tua vita, ama chi ti ama e aiuta quando puoi. Sogna sempre mete impossibili, regalati in ogni istante attimi di vita eterna e in tutto questo immenso vivere racchiudi la magia dell’amore”.

 

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