No! Impariamo a dirlo, di Valeria Arnaldi, Iacobelli editore, recensione di Daniela Domenici

Il terzo saggio della collana “Strong her”, diretta da Valeria Arnaldi, che ne è anche l’autrice, mi ha appassionato se possibile ancora più dei due precedenti per una varietà di motivazioni.

In primis per la completezza delle informazioni che l’autrice ci fornisce per imparare a dire NO sia nel campo lavorativo che in quello amicale che, ancora, in quello familiare e di coppia; per far questo Arnaldi suddivide questo suo splendido saggio in vari capitoli i cui titoli sono già un input perfetto, da “brave bambine” a “wonder woman”, da “il complesso di Atlante” a “Wendy” e così via, è un libro che è anche un corso di autostima per insegnare a “ripensarsi e a riconquistare senso e sentimento dei propri diritti”, per diventare finalmente assertive.

Arnaldi inserisce anche due interviste, davvero molto interessanti, a due psicologhe, la prima dal titolo “dire no agli altri per dire sì a se stesse” e la seconda “mamme che dicono no”: da leggere con attenzione, da far proprie e da condividere.

Perfetti e poetici i numerosi “spunti di riflessione” che l’autrice pone a conclusione di ogni capitolo, vorrei estrapolarne qualcuno ma non saprei quale scegliere: sono tutte gocce di arricchimento.

Particolarmente belli, originali e utilissimi gli ultimi quattro capitoli: “come diventare assertivi”, “gli elenchi dei no”, “piccoli esercizi quotidiani” e “gli ultimi rimpianti”, proviamo a seguire i suggerimenti che ci propone Arnaldi per imparare a dire NO perché, come dice Leo Buscaglia, “tu sei al centro di tutte le relazioni, quindi sei responsabile della stima di te stesso, crescita, felicità e realizzazione. Non aspettarti che l’altro ti regali queste cose. Devi vivere come se fossi solo e gli altri fossero doni che ti vengono offerti per aiutarti ad arricchire la tua vita” e anche perché “non siamo chi desidereremmo essere. Siamo ciò che la società richiede, gli individui che i nostri genitori hanno deciso che fossimo. Ci adoperiamo per non deludere nessuno, abbiamo un immenso bisogno di essere amati. E, di conseguenza, soffochiamo la parte migliore di noi…e diventiamo schiavi delle cose non realizzate, delle possibilità non vissute”, parole di Paulo Coelho.

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