chiese verità e giustizia per la morte del marito ucciso dalla mafia, di Ester Rizzo

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E’ stato intitolato a Palermo, nel quartiere Bonagia, un largo a Maria Vallone, moglie del sindacalista Giuseppe Rumore, ucciso dalla mafia, davanti la sua abitazione, il 22 settembre del 1919. I due coniugi lottarono, nel movimento contadino per l’occupazione delle terre. Continua, con questo atto, l’impegno del comune di Palermo e dei sindacati nel percorso definito “le vie dei diritti”, per ricordare tramite le intitolazioni i tanti sindacalisti uccisi dalla mafia.

Maria Vallone fu una donna che chiese verità e giustizia per la morte del marito e dopo il tragico evento non si rinchiuse nel lutto. Con l’aiuto e il sostegno dei compagni socialisti cominciò a scrivere e denunciare la collusione tra potere politico e potere mafioso. Chiese, con coraggio e con fermezza, che fosse fatta luce su quell’uccisione e che i colpevoli non restassero impuniti.

Si recò fino a Vittoria e Ragusa per dare diretta testimonianza dell’omicidio del marito avvenuto davanti i suoi occhi. Non ebbe paura di dichiarare pubblicamente che gli organi preposti non stavano indagando adeguatamente e che scarsa era la volontà di fare luce su quell’assassinio. I mafiosi ebbero il coraggio di andare a casa sua per intimidirla e consigliarle il silenzio ma lei rispose  con uno sputo in faccia a quei delinquenti.

Maria quando rimase vedova aveva solo 28 anni ed una figlioletta di 4 anni. Una donna antesignana di tante che poi chiesero giustizia per l’uccisione dei propri familiari. La sua storia ci ricorda, altre grandi figure di donne come Francesca Serio e Felicia Bartolotta Impastato, che dedicarono la vita alla ricerca della legalità. E ci ricorda anche la storia di Giovanna Cirillo Rampolla, la prima vedova di mafia che alla fine dell’Ottocento si ribellò, denunciando, facendo nomi e cognomi e fornendo prove decisive sulle vicende mafiose che avevano portato il marito, delegato di pubblica sicurezza, al suicidio.

 

Ed è giusto che anche a queste donne venga dedicato uno spazio fisico che ne ricordi il coraggio. Così ha dichiarato il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, presente alla cerimonia: “La toponomastica deve essere intelligente e deve rendere omaggio agli uomini e alle donne che hanno fatto la storia della parte migliore della Sicilia. Nel rendere omaggio a Maria Vallone c’è un elemento umano ancora più forte, nella vicinanza di questo largo a lei dedicato, con la via già dedicata al marito. Un legame che abbiamo voluto simbolicamente ricordare per sottolineare proprio quell’aspetto umano, quell’essere normali e straordinari, uomini e donne che hanno vissuto il proprio impegno a servizio della comunità, senza rinunciare ad essere donne e uomini comuni”.

“Dopo cento anni, ciò che la mafia aveva spezzato la toponomastica ha rimesso insieme“, il commento di Michelangelo Salamone, Dirigente  dell ‘Ufficio Toponomastica del Comune di  Palermo.

Un momento dell’intitolazione

Maria Vallone è morta a Palermo a 97 anni, nel 1985.

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