la “Pasionaria bianca”, di Ester Rizzo

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Elisabetta Conci, chiamata Elsa, era nata a Trento nel 1915, in una famiglia molto religiosa. Fu una studentessa esemplare e dopo il liceo si iscrisse alla facoltà di Filosofia dell’Università di Vienna, frequentandola per tre anni. Finita la Prima Guerra Mondiale si trasferì alla facoltà di Lettere dell’Università di Roma dove conseguirà la laurea.

In quegli anni partecipò attivamente alla Federazione universitaria cattolica italiana (FUCI) diventando la presidente della sezione romana. Dopo più di un decennio di insegnamento e di partecipazione all’Azione Cattolica, viene iscritta al Fascio femminile di Trento ma Elsa criticava aspramente il governo fascista, le leggi razziali e l’entrata dell’Italia in guerra.

Durante il conflitto iniziò a dare gratuitamente assistenza scolastica a tante persone non scolarizzate. Era nubile ma costituì una famiglia-comunità diventando madre di tanti orfani bisognosi, offrendo loro alloggio e una vita dignitosa in una sua villetta risistemata con molta cura. Tutti e tutte le riconoscevano grande generosità e grande altruismo.

Quando fu eletta alla Costituente, nelle fila della D.C. (seconda nelle preferenze solo ad Alcide De Gasperi) anche gli avversari politici la rispettavano e l’apprezzavano.

Troviamo la sua firma in 80 progetti di legge (come prima firmataria in 24) di cui 70 diventarono leggi. Fu una forte sostenitrice dell’ideale europeistico e nel 1955 collaborò alla fondazione dell’Unione femminile europea.Resterà in politica fino al 1965, poi si ritirerà a causa di una malattia che la portò alla morte nello stesso anno. Per il suo attaccamento al Partito della Democrazia Cristiana veniva definita “La pasionaria bianca”.

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