accadde…oggi: nel 1873 nasce Giannina Russ

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La nostra città ha dato i natali, oltre che a Giuseppina Strepponi, ad un’altra  grande cantante lirica Giannina Russ, una delle maggiori dei primi 20 anni del Novecento ma praticamente del tutto dimenticata, anche a Lodi, dove peraltro alcuni annni fa le fu dedicata una via (ma in zona così periferica che dubito che qualche lettore l’abbia mai percorsa: si trova a San Grato, al limite estremo dell’abitato cittadino, ed è l’ultima traversa a destra di via della Tovaiera che parte da Torretta, passando dietro il Cimitero Maggiore.
Precisiamo subito che le notizie di base per questa nota vengono dal breve (e probabilmente unico) saggio del prof. Gianfranco Rezzonico che oltre che insigne matematico e cultore di cose lodigiane era anche grande e competente cultore del melodramma. (1)
Chi era, dunque, questa misconosciuta soprano dal cognome tanto poco lodigiano?  In effetti il suo cognome di nascita era Cerri e come Giovanna Cerri  l’anagrafe lodigiana la registrò, nata il 27 marzo 1873 da Paolo e da Pellizzani Luigia, abitanti  in via Cavour al civi­co 40.
La famiglia il 7 novembre 1885 si trasferì a Milano, dove il 19 luglio 1894  Giannina sposò Carlo Russ del quale assunse il cognome che la rese nota sui palcoscenici. Giannina studiò canto e pianoforte presso il Conservatorio milanese sotto la guida del M° Alberto Leoni. Il debutto in palcoscenico avvenne, però, soltanto nel 1903 al Politeama D’Azeglio di Bologna, dove cantò  nella parte di Mimì nella Bohème pucciniana e più tardi in quella di Amelia in Un ballo in maschera, ruolo che può essere considerato il suo “cavallo di battaglia” vista la frequenza con cui lo interpretò nei teatri di tutto il mondo.
Fu subito notata e invitata all’estero: a Lisbona nel 1903-4 interpretò Ernani e Un ballo in maschera. Nel 1904 fu alla Royal Opera House di Londra e all’Opera di  Montecarlo; e nel 1905  al londinese Covent Garden, dove cantò in Aida e Un ballo in maschera con Enrico Caruso sotto la direzione del famoso  Luigi Mancinelli. Fu in Sud America per una tournée  che la vide esibirsi al Teatro Solis di Montevideo e al Colon di Buenos Aires; e poi al Cairo, a New York, a Pietroburgo. Nel 1907 cantò al Manhattan Opera house di New York, sala che per molti anni nella città americana fu  in competizione col Metropolitan nel  presentare opere liriche ad alto livello. E ancora nel 1916-17 si segnala una grande  tournée  nelle maggiori città  d’Australia.
Nel frattempo innumerevoli furono le sue presenze nei maggiori teatri italiani, a cominciare dalla Scala dove (dopo un recital al Circolo della stampa, a fianco del mitico Francesco Tamagno, che la impose all’attenzione dei melomani) nella stagione 1904-5 fu protagonista in Ai­da e cantò poi nel  Tannhauser  e nelle Nozze di Figaro. Nel celebre teatro mi­lanese inoltre nel 1912 si esibì nel Don Carlo di Verdi, nell’Oberon di Weber  e nel Mosè di Rossini.                                                           Si ritirò dalle scene nel 1922, dopo circa vent’anni di carriera. Si dedicò all’insegnamento, a Milano, e ebbe tra le sue allieve l’ungherese Maria Nemeth, Margherita Grandi (nome da sposata  della soprano australiana Margaret Gard, molto apprezzata soprattutto in Inghilterra nei decenni 1930-’40) e la ben più nota tra noi Clara Petrella, grande specialista del repertorio veristico.

Come cantante, grande fu la sua versatilità, che le permetteva di spaziare dal belcanto al verismo, e di interpretare ruoli sia di soprano drammatico che di soprano li­rico e leggero, essendole consentito, a detta dei competenti, dalla peculiarità della sua voce. Non c’ è un’ evidenza cronologica certa delle sue receite. Le ricerche che abbiamo fatto in Internet (2) ci consentono di affermare che la Russ ebbe in repertorio almeno una trentina di opere, di compositori che vanno da Mozart a Giordano. Citiamo dunque opere di Mozart (Le nozze di Figaro) Rossini (Semiramide-Mosè), Spontini (La vestale), Weber (Oberon), Meyerber (L’africana), Bellini (Norma), Donizetti (Poliuto), Verdi (Aida-Ernani-Un ballo in maschera-Don Carlo-La forza del destino-Nabucco-Trovatore-Traviata-Rigoletto), Wagner (Tannhauser), Ponchielli (La Gioconda), Boito (Mefistofele), Bizet(Carmen), Catalani (La Wally), Puccini (Bohème-Madama Butterfly), Mascagni (Amica-Cavalleria rusticana), Giordano (Fedora- Siberia).
Quanto al canto della Russ e ai giudizi encomiastici espressi sulla sue qualità vocali  basti citare  Rodolfo Celletti, grande (e assolutamente non facile da accontentare) compe­tente in materia di storia, tecnica, stile e inter­pretazione del canto che  scrisse : “ La Russ fu probabilmente la sola cantante italiana che nel primo ventennio del nostro secolo arrivasse ad esprimere compiutamente la vecchia formula del “soprano drammatico di agilità”. La sua voce, di stupendo timbro, d ’una lu­centezza argentea, omogenea e risonante in ogni registro, era emessa con una fluidità e una leggerezza veramente belcantistiche. Il grande volume e lo squillo adamantino non pregiudica­vano minimamente la dolcezza dell’impasto e anche dell’espres­sione, così che arie come  “Tutto sorride intorno” del Mosé, “Casta diva” della Norma, la preghiera di Elisabetta del Tannhauser, la “ Vergine degli angeli” della Forza del destino acquistava­no sulle sue labbra una purezza celestiale di solito negata ai so­prani drammatici”.