accadde…oggi: nel 1931 nasce Anita Cerquetti, di Marcello Marini

Anita Cerquetti: la sua voce ha incantato il mondo

Anita nasce a Montecosaro (Mc), in piazza Trieste, il 13 aprile del 1931. Il padre Elso, perito agrario, era diventato ispettore della Singer, la madre Zaira Fidati originaria di Rasiglia, vicino a Colfiorito era maestra elementare. A un anno si trasferisce con la famiglia a Città di Castello dove resta sino all’età di vent’anni. Frequenta il Liceo classico “Plinio il Giovane” e studia privatamente violino. A sedici anni canta al matrimonio di un’amica e un musicista del teatro San Carlo di Napoli, presente alla cerimonia, le consiglia di provare a studiare canto. Con chi poteva iniziare a studiare canto in città se non con Roberto Arcaleni, il “maestrino”? Memorabili sono i racconti delle lezioni che Arcaleni dava ad Anita e all’altra grande voce tifernate del tempo, il tenore Adelio Alunni, insegnamenti impartiti nell’abitazione del maestrino, situata sopra la Farmacia Ducci in piazza Matteotti. Potete immaginare la gente che si fermava dirimpetto alla farmacia per ascoltare i due talenti castellani! La seconda guerra mondiale è appena terminata, anni duri segnati da tanta volontà di rimboccarsi le maniche, ma pochissime sono le risorse economiche. È evidente che le lezioni di canto di Arcaleni prima o poi dovevano proseguire con un maestro di canto più blasonato. Anita e Adelio approdarono dunque alla scuola di canto del Maestro Aldo Zeetti al Liceo Musicale Francesco Morlacchi di Perugia, con il sostegno economico fondamentale del commendator Amedeo Corsi.
Gli insegnamenti di Zeetti non tardano a manifestarsi nella voce di Anita, il suo timbro vocale già straordinario di natura, matura ulteriormente. Basta ascoltare una delle sue registrazioni dell’epoca per rendersi conto della corposità del timbro, del suono rotondo che abbracciava un’estensione straordinaria, dal registro grave a quello acuto, accompagnato da una perfetta musicalità, omogeneità ed eleganza della linea canora nel fraseggio che derivava indubbiamente dalla sua formazione di violinista. Le qualità vocali straordinarie consentono ad Anita di vincere in breve tempo diversi concorsi, fino a quello importante del Teatro lirico sperimentale Adriano Belli di Spoleto, grazie al quale può debuttare in Aida nel 1951.
La prima volta che incontrai Anita nella sua abitazione romana mi disse che prima del debutto nell’opera “Aida” di Giuseppe Verdi, non aveva mai ascoltato quest’opera in vita sua, non l’aveva mai vista rappresentata a teatro. Anita non veniva dal mondo dell’opera, lei rappresentava la quintessenza di quella che era la tradizione del soprano drammatico. La bellezza e l’omogeneità della sua voce colpirono particolarmente anche il tenore Beniamino Gigli.
È l’inizio di una carriera straordinaria per quanto breve. Nel 1955 si esibisce al Giardino di Boboli a Firenze in Norma. Nello stesso anno è Amelia in Un ballo in maschera alla Lyric Opera di Chicago. Nel 1956 è Aida alle Terme di Caracalla e al Teatro La Fenice di Venezia e Gioconda a Firenze. Nel 1957 è ancora Aida al Teatro dell’Opera di Roma, Elvira in Ernani, in una storica edizione diretta da Dimitri Mitropoulos, e Amelia in Un ballo in maschera a Firenze, Elisabetta nel Don Carlo a Chicago. Nel 1958 debutta al Teatro alla Scala come Abigaille in Nabucco.
All’estero la Cerquetti si esibisce in Francia, in Svizzera, in Spagna, in Portogallo, in Belgio, in Olanda, negli Stati Uniti e in Messico. In Italia canta a Torino, a Milano, a Venezia, a Mestre, a Busseto, a Rimini, a Bologna, a Reggio Emilia, a Modena, a Pisa, a Lucca, a Città di Castello, a Perugia, a Spoleto, a Roma, a Napoli, a Messina, a Catania, a Palermo, a Sassari e a Cagliari. Nelle Marche canta a Recanati in piazza Leopardi con Beniamino Gigli, allo Sferisterio di Macerata e al Teatro Lauro Rossi, al Teatro Rossini di Civitanova Marche sempre con Gigli, al teatro La Nuova Fenice di Osimo e al Teatro dell’Aquila di Fermo.
Notissima al grande pubblico anche per aver sostituito Maria Callas nel gennaio 1958 nella seconda e terza recita di Norma, dopo l’abbandono clamoroso del soprano greco-americano al termine del primo atto della rappresentazione inaugurale della stagione del Teatro dell’Opera di Roma, presente il presidente Gronchi.
Anita Cerquetti sposa il baritono Edo Ferretti e si trasferisce a Firenze. Tornò rarissime volte a Città di Castello.
Sembra che il Maestro Roberto Arcaleni rimase amareggiato dal fatto che Anita non lo menzionasse fra i suoi insegnanti. Tuttavia in una lettera dell’8 dicembre 1951 a lui inviata si legge: «…Carissimo maestro, non dimenticherò mai ciò che lei ha fatto per me, ma purtroppo per ora la mia ricompensa non si limita che a un grande affetto e gratitudine. Non dimenticherò mai il mio caro maestro che con tanta pazienza e abnegazione ha saputo avviarmi a questa difficile e pericolosa carriera».
Nel 1960, appena trentenne, dopo una meravigliosa esecuzione dello Stabat Mater di Rossini al Teatro alla Scala di Milano, Anita abbandona il mondo dell’opera, forse per motivi di salute, forse, come afferma lei stessa, per una scelta personale, lasciando un rimpianto nel pubblico e nella critica.
Il Comune marchigiano di Montecosaro prossimamente intitolerà il teatro cittadino ad Anita Cerquetti ed è da quattro anni sede del Concorso Lirico Internazionale “Anita Cerquetti”.
Vogliamo credere e sperare che anche a Città di Castello, le istituzioni e i gruppi musicali si faranno promotori di iniziative per ricordare l’illustre concittadina. Sicuramente lo farà la Corale Marietta Alboni, dedicando ad Anita l’esecuzione della Petite Messe Solennelle di Gioacchino Rossini in occasione del concerto di Natale, offerto alla città dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello, il 26 dicembre 2014 alle ore 17 nella Basilica Cattedrale di Città di Castello

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