Teresa Carpinteri: i suoi libri dimenticati tra scaffali ricoperti di polvere, di Ester Rizzo

I suoi libri dimenticati tra scaffali ricoperti di polvere

Era nata a Canicattini Bagni il 4 Settembre del 1907 da un padre ingegnere e proprietario terriero e da una madre , Clelia Alfieri, discendente da una nobile famiglia di Modica. Si laureò in Lettere a Catania nel 1930, proseguendo e perfezionando i suoi studi prima a Pisa e poi a Roma, dove iniziò ad insegnare nei Licei.

Fu una scrittrice che contribuì a riscattare dalla marginalità le figure femminili dei suoi romanzi, tra i quali ricordiamo “La signora di Belfronte”, “Le stelle dell’Orsa” “Dionea”, e “L’Eringio”. Il primo ottenne il premio “Corrado Alvaro” e fu premiato dalla giuria in cui erano presenti scrittori di spicco, tra i quali Ungaretti, Bo e Vittorini. Interessante riportare la motivazione del Premio: ”E’ il racconto conciso e tuttavia intenso di una donna che giunta all’estrema vecchiaia, rievoca gli avvenimenti vissuti e sofferti, in un caratterizzato ambiente siciliano: storia di una persona, di una famiglia e anche storia di una regione”.

Ne “Le stelle dell’Orsa”, come scrive Margherita Francalanza in “Siciliane”, troviamo “il mondo popolare e la storia della clandestinità dell’emigrante emarginato e ribelle” e infatti nel libro si narra dell’emigrazione contadina siciliana.

In “La Dionea”, ambientato nel cuore del quartiere Ortigia di Siracusa, la scrittrice si avvale di una struttura linguistica ardita, dove la prosa si mischia a frammenti lirici. Dionea è una donna calabrese, un’adultera, simbolo femminile della condanna ad una dura solitudine interiore.

Nell’ “Eringio”, invece,  ricostruisce , in modo romanzato, la vita di Mariannina Coffa, poetessa netina, ricordata anche come “la capinera di Noto”. L’autrice ripercorre l’intera vita infelice di Mariannina cercando di coglierne i significati più reconditi e squarciando la dolorosa condizione femminile dell’epoca.

Teresa Carpinteri fu una scrittrice sedotta dalla grande tradizione letteraria siciliana, da Giovanni Verga  a Giuseppe Tomasi di Lampedusa ma inserì nella sua personalissima narrazione la descrizione delle varie tipologie femminili presenti nell’isola.

Donatella La Monaca evidenzia come nei suoi romanzi, la scrittrice “sceglie, per la prima volta, la strada della militanza etica, intellettuale, imprimendo alla scrittura una forte istanza di riscatto, o almeno di sottrazione all’oblio dei tempi e delle coscienze”.

Come evidenziato dalla relazione dello studioso Antonello Uccello, Teresa Carpinteri scrisse anche delle pubblicazioni di carattere storico ed archeologico come ad esempio “Siracusa città fortificata”. Ma Teresa è rimasta una scrittrice intrappolata in un cono d’ombra, i suoi libri dimenticati tra scaffali ricoperti da più strati di polvere.

A Canicattini Bagni, suo luogo di nascita, un Centro Culturale è a lei intitolato.

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