I compiti per le vostre vacanze. Dedicato a tutti/e i/le bambini/e, di Valeria Iannuzzo

Credetemi, ci ho pensato a lungo. Tenere fede alla mia linea del niente compiti per le vacanze o omologarmi ai colleghi e far acquistare ai miei alunni uno di quegli inutili opuscoli didattici per le vacanze estive? Se la memoria non mi inganna, io non ho mai lasciato compiti per le vacanze. Primo perché non ci credo. Chi li fa, lo fa male, di mala voglia e all’ultimo minuto. Ci sono quelli che li fanno sotto l’ombrellone. Ve lo giuro, ci sono. Li ho visti con i miei occhi. Per me questa è una doppia violenza. Non solo devono fare i compiti d’estate, ma pure in un posto dove tutto dovresti fare tranne studiare. So anche di mamme che per finire la sfilza di compiti si mettono all’opera cercando di colmare personalmente il rifiuto dei figli. Io, studenti felici di fare i compiti per le vacanze non ne ho mai visti. Quindi non ne ho mai dati. Questo non vuol dire che non creda nei compiti, nei compiti per casa. Anzi. Per me il rinforzo è fondamentale. I compiti aiutano a sviluppare il senso del dovere, stimolano l’impegno, educano. I compiti per casa sono indispensabili. Lo studio è indispensabile. Non conosco bravi medici, avvocati, ingegneri, ricercatori che non abbiano speso ore e ore sui libri per formarsi, prepararsi alla loro professione. Lo so, lo studio è sacrificio, è rinuncia, ma è indispensabile per una buona preparazione.

Dunque, i compiti per casa si devono fare. I compiti per le vacanze, invece, a mio giudizio, potrebbero essere evitati. Lo so, le mie colleghe mi odieranno. Ma io la penso così.

Quest’anno però voglio cambiare linea. Ritengo necessario cari, carissimi alunni che facciate un po’ di compiti per le vacanze. Innanzi tutto vorrei che ciascuno di voi, se non lo sa fare, impari ad andare in bicicletta. Su questo non transigo. Perché se non imparate da piccoli non imparerete mai più. Da grandi avrete sempre il rimpianto di non avere imparato. E poi andare in bici fa sentire grandi. Ti mette il mondo in mano. Diventi un esploratore.

Altro compito importante è costruire una casetta. Il massimo sarebbe una casa sull’albero. Chi non può dovrà ritagliarsi uno spazio in giardino, in garage o nella propria cameretta. Il materiale da utilizzare dovrà essere rigorosamente riciclato. In quella casa, costruita con impegno e creatività, che potrà crollare da un momento all’altro, potrete organizzare merende, nascondere giochi, leggere storie da brivido, giocare a carte. Una casa tutta tua ti cambia la vita. In meglio ovviamente.

A quanti ne avranno la possibilità consiglio di trascorrere del tempo in compagnia dei propri nonni. I nonni sono una fonte preziosissima di sapere, ti raccontano mille cose sul loro passato e su quello dei tuoi genitori. Ti insegnano a fare ciò che i tuoi genitori non hanno il tempo di insegnarti. Ti fanno fare cose che i tuoi genitori non ti farebbero mai fare. I nonni fanno di una vacanza una bella vacanza.

A tutti, ma proprio tutti, impongo di trascorrere le proprie vacanze all’aria aperta, sotto il sole, al mare, in montagna, in campagna, in paese, nel proprio quartiere, sotto casa. Dovunque potete o volete. Ma state fuori. Avete trascorso mesi e mesi rintanati in casa, stipati in aule scolastiche. Adesso, come diceva mia nonna, è tempo di fare asciugare le ossa al sole.

Un ottimo compito per le vacanze è viaggiare. Viaggiate da soli se potete. Andate in campeggio con gli scout, fate campi scuola, vacanze studio. Partite con le vostre famiglie. E se non potete far nulla di tutto questo viaggiate nel vostro quartiere. Esplorate il vostro condominio. Vi assicuro che fuori dalla vostra porta di casa c’è un mondo da scoprire.

Altro modo per viaggiare, alternativo, economico e sicuro, è viaggiare con la fantasia. Fatelo leggendo. Leggete. Divorate libri. Scegliete il vostro genere. Ma leggete. I libri stimolano la fantasia. Regalano emozioni. Insegnano mille cose, senza che te ne accorgi.

Tenuto conto che vi sentite già grandi, ritengo che un buon modo per dimostrarlo è aiutare in casa. Iniziate ad essere autonomi: rifate il letto, mantenete in ordine la vostra camera, passate l’aspirapolvere, apparecchiate e sparecchiate la tavola, preparatevi la colazione, portate fuori i rifiuti. Ci sono mille cose che potete già fare. Non si tratta di sfruttamento di minori, ma di sperimentare quotidianamente quanto impegno e il sacrificio siano necessari per governare una casa. Solo così imparerete ad apprezzare quanto i vostri genitori fanno per voi.

E poi sognate, sognate ad occhi aperte. Sognate le cose più belle. Sognare non costa nulla. Rende la vita meno dura. Lenisce i dolori. Alimenta le speranze. Stimola l’ambizione. Soffoca il cinismo. Sognare vi permetterà di disegnare un futuro migliore.

Ho anche pensato al compito che vi farà guadagnare più punti: il gioco. Giocate a palla avvelenata, a mosca cieca, a carte, a calcio, con le bambole, a come volete. Ma giocate. Fatelo da soli o in compagnia. Fatelo a casa o per strada. Inventate i giochi. Cambiate i giochi. Imparate a giocare. Ma giocate. Sappiate che per farlo non si è mai abbastanza grandi.

Infine, ma forse più importante tra tutti, è la terapia disintossicante a cui vorrei vi sottoponeste. Avete la necessità di disintossicarvi dalla tecnologia. Dimenticatevi di tablet, computer, smartphone. Spegnete la televisione. Se sentite il bisogno di sapere come sta il vostro miglior amico andate a trovarlo. Trascorrere un’estate “No social” non farà di voi degli sfigati ma vi restituirà quell’umanità che la tecnologia vi ha già rubato.

Sono perfettamente consapevole di avere esagerato. Il carico di lavoro per le vostre vacanze potrebbe essere eccessivo. Ma non transigo. A settembre vi aspetta un test orale e scritto per verificare il vostro grado di preparazione sui compiti assegnati. Sappiate che nessuno prenderà un brutto voto. Purtuttavia se non svolgerete questi compiti sprecherete una grande opportunità, quella di crescere, crescere felici.

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