L’isola degli elefanti nani, di Gabriella Vergari, AG edizioni, recensione di Daniela Domenici

In un passato molto remoto la Sicilia ospitava colonie di elefanti nani i cui resti hanno alimentato leggende e miti sui ciclopi; l’isola è quindi “luogo di portenti e di contraddizioni, di emozioni, incontri, testimonianze, ricordi, tradizioni, occasioni“, come si legge in seconda di copertina.

Questa raccolta di racconti è suddivisa dall’autrice, Gabriella Vergari, in tre parti “la città”, “il mare” e “la memoria” che, a loro volta, ne contengono due, di diversa lunghezza, il primo di ogni capitolo più articolato, il secondo quasi un flash.

La cifra distintiva, che è una sorta di fil rouge con cui sono ricamati i sei racconti, è la lingua utilizzata da Vergari, che è densa di richiami a lingue antiche e moderne, dal latino al greco, dal siciliano al francese, e ricca di aggettivi, anche obsoleti o inusuali, che rendono ancora più ricca la narrazione.

Il racconto che più ha commosso e interessato chi scrive è, sicuramente, il primo, “Recherche”, che già dal titolo di sapore proustiano ci lascia immaginare un percorso di ricerca, in questo caso un ritorno alle origini, dopo innumerevoli anni, del nonno protagonista nella sua natia Noto insieme a un eterogeneo gruppo di parenti e amici. Molto bello e doloroso è anche “Ricorrenze”, nella terza parte, nel quale la protagonista, in occasione della festa dei defunti con conseguente, inevitabile visita al cimitero, ricorda i dolori e le lacerazioni nel rapporto con i propri genitori. In “Mutamenti”, secondo racconto della prima parte, la protagonista è una statua (che chi scrive ama immaginare sia quella della poeta Mariannina Coffa) che, nella città netina, si anima al crepuscolo. In “Filosseno”, l’ultimo dei sei racconti, il protagonista è il poeta greco, il quale fu probabilmente rinchiuso nell’Orecchio di Dioniso a Siracusa, che esalta l’ingegno sublime di Archimede. I due racconti de “il mare” sono davvero particolari perché descrivono due diverse immersioni nelle acque di cui sono protagoniste delle donne un po’ diverse, sicuramente speciali.

 

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