Quelli di via Teulada, di Daniela Attilini, Graphofeel edizioni, recensione di Daniela Domenici

Uno splendido atto d’amore verso i propri genitori e, allo stesso tempo, un omaggio pieno di affetto alla RAI, azienda nella quale il padre dell’autrice ha lavorato per quarant’anni e per la quale lei stessa è stata autrice e inviata: questo è “Quelli di via Teulada” che ho letto in un soffio e che mi ha regalato più di un’emozione.

Bravissima Attilini a descrivere, con affettuosa ironia, il padre, sardo, e la madre, altoatesina, e a contestualizzarli nelle loro rispettive aree geografiche di provenienza fino all’ incontro fatale che li porterà a diventare coppia e ad andare a vivere e a lavorare a Roma dove avranno una figlia, Daniela, e un figlio Giancarlo.

Ancora più brava nel raccontarci dal di dentro la vita dentro la RAI, in via Teulada 66, prima con gli occhi di una bambina e poi da adolescente, grazie al prezioso lavoro di suo padre Gianni, venuto a mancare troppo presto, all’interno dell’azienda; struggente, commovente e dolorosamente vero, per esempio, il racconto dell’attentato di via Fani il 16 marzo 1978 e l’uccisione della sua scorta, Daniela aveva solo 8 anni quel giorno…ma anche il 21 luglio 1969 con la descrizione dell’allunaggio da parte di Tito Stagno, grande amico di suo padre di origine sarda come lui…sono tanti i momenti che Attilini descrive con cognizione di causa ma sempre con grande tenerezza, dal primo annuncio di Fulvia Colombo il 3 gennaio 1954 alla prima volta di suor Paola come commentatrice sportiva fino alla perfetta conclusione con l’intervista alla giornalista Angela Buttiglione che ha condotto il TG1 per venticinque anni.

Ringrazio di vero cuore Daniela Attilini per averci regalato questo fotogramma di vita vissuta.

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