Novantesima edizione del premio Viareggio Rèpaci, resoconto di Daniela Domenici

Una delle mie anime, quella viareggina (mio padre era di Viareggio…), ieri sera ha vissuto grandi emozioni alla novantesima edizione del premio Viareggio Rèpaci, a cui la sottoscritta ha partecipato, per a prima volta, come recensora, e che ha avuto luogo al Principino.

I miei primi complimenti vanno alla location scelta, semplicemente magica, e poi a come è stato organizzato l’evento, non facile vista la mole di ospiti: bravi/e a tutti/e coloro, soprattutto lil Sindaco e la sua amministrazione comunale ma non solo, che hanno fatto sì che questa “lunga storia d’amore” tra Viareggio e il suo premio fosse mostrata e condivisa con il numeroso pubblico presente. Anche l’idea del maxischermo posto fuori dal Principino per i/le tantissimi/e che non hanno trovato posto all’interno della sala è stata davvero ottima.

Da autrice di numerosi saggi (e non solo) quale sono vorrei tributare i miei più sentiti complimenti, in primis, al conduttore della serata Paolo Di Paolo, assolutamente straordinario; non lo conoscevo e mi ha affascinato non solo per la multiforme preparazione ma per come ha saputo trovare le parole, sempre diverse e ad hoc, per ogni momento e per ogni premiato/a: ha fatto la differenza.

Vorrei rivolgere un altro complimento a Walter Veltroni, che conoscevo, come molti/e, soltanto di fama, come uomo politico, perché si è rivelato un ottimo intervistatore, misurato ma sempre “sul pezzo”, per usare un temine prettamente giornalistico, bravo davvero.

Uno dei due momenti clou della serata, per la sottoscritta, è stata la consegna di uno dei cinque premi speciali a Riccardo Muti; il maestro ha ricevuto dalle mani del collega Alberto Veronesi il premio e ha poi risposto alle domande di Veltroni con disarmante, partenopea, straordinaria ironia che ha dimostrato anche nell’interagire con Veronesi sia durante l’’intervista che dopo quando il collega ha suonato al pianoforte “O mio babbino caro”, celebre aria pucciniana. Il pubblico presente ha salutato il maestro Muti con una spontanea e prolungata standing ovation.

Il secondo momento clou è stato quando il giudice Sabino Cassese è salito sul palco per ricevere il secondo premio speciale dalle mani di Stefano Bucciarelli, presidente dell’Istituto Storico della Resistenza, e ha risposto, con pacatezza ma con straordinaria, pungente incisività, alle domande di Veltroni sulla democrazia; anche per Cassese c’è stata una prolungata e spontanea standing ovation.

Tra i due primi premi speciali sono saliti sul palco i tre finalisti per la sezione narrativa; in ordine alfabetico Viola Di Grado, Claudia Durastanti ed Emanuele Trevi. Paolo Di Paolo ha saputo trovare, per ognuno/a di loro, le domande giuste perché potessero, in breve, raccontarci la loro opera e raccontarsi.

Dopo il secondo premio speciale è stato il turno dei/lle finalisti/e per la sezione saggistica: Chiara Frugoni, Salvatore Silvano Nigro e Saverio Ricci; anche con loro il conduttore è stato formidabile.

Per la sezione poesia i/le finalisti/e erano: Annelisa Alleva, Renato Minore e Patrizia Valduga.

È stato inoltre assegnato il premio opera prima a Giovanna Cristina Vivinetto per la sua raccolta poetica.

Concludo con i nomi dei vincitori delle tre sezioni: Emanuele Trevi per la narrativa, Saverio Ricci per la saggistica e Renato Minore per la poesia.

P.S: lascio per ultime le dolenti note; dopo aver magnificato la serata DEVO, non posso esimermi dal sottolineare come, purtroppo, la presenza femminile sia tra i vincitori (senza lo slash per la gender equity) delle tre sezioni che nei cinque premi speciali sia stata assolutamente negata, dimenticata, annullata. C’erano due donne nella narrativa, una nella saggistica e due tra le poete, possibile che nessuna fosse meritevole del premio? E per i cinque premi speciali non ci sono donne eccezionali in campo musicale, cinematografico, artistico, sportivo e giornalistico abbastanza meritevoli da ricevere un premio speciale?

E anche come conduttrice e come intervistatrice, pur con i dovuti complimenti a Di Paolo e a Veltroni, non poteva venire in mente una donna preparata quanto loro? Per il prossimo anno, se vorrete, ve ne suggerirò più di una…

 

 

 

 

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