chi è lady Brenda Hale, la giudice femminista, di Luigi Ippolito

https://www.corriere.it/esteri/19_settembre_24/spille-lady-brendala-giudice-femminista-che-ha-infilzato-boris-2a3fe23a-df04-11e9-a10b-ca7db0bcf850.shtml

Una piccola, grande donna. Piccola solo per la taglia minuta: per il resto, l’influenza esercitata da Brenda Hale, la presidente della Corte suprema britannica, è enorme. Così come la portata della decisione presa ieri: la sua ultima, visto che andrà in pensione a gennaio, al raggiungimento dei 75 anni.

«La giudice col tocco umano», l’ha definita qualche giorno fa il Financial Times. Ma soprattutto, una persona che si è sempre collocata fuori dal coro: Brenda è stata la prima donna ad assurgere a quella carica, in un sistema giudiziario ancora dominato da maschi bianchi usciti per il 65 per cento da esclusive scuole private. Lei, invece, figlia di insegnanti, aveva frequentato un liceo pubblico nel nord dello Yorkshire (seppure una grammar school, altamente selettiva).

Ma il preside non doveva averla in grande considerazione, visto che le consigliò di studiare legge all’università perché non era «abbastanza intelligente», a suo dire, per seguire i corsi di storia. Ciò nonostante, Brenda fu la prima allieva della sua scuola a ottenere un posto alla facoltà di giurisprudenza a Cambridge: e quando si laureò, risultò la migliore della classe.

La parte iniziale della sua carriera si svolse nel mondo academico: ma nel 1984 divenne la prima donna, e la persona più giovane, a entrare a far parte della Law Commission, l’organo preposto alla riforma del sistema legale. In questo ruolo contribuì a riscrivere il diritto di famiglia, tanto da meritarsi l’accusa, da parte del tabloid di destra Daily Mail, di «sovvertimento dei valori familiari».

Nel 2004 Brenda infrange un altro soffitto di cristallo: è la prima donna a essere nominata Law Lord, cioè a entrare alla Camera Alta come supremo giudice. Il motto che scelse era «le donne sono uguali a tutto», che è diventato anche il titolo di un libro per bambini a lei dedicato.

Da magistrata, si è sempre battuta in favore di una maggiore diversità nella professione legale e per un più ampio accesso alla giustizia: e ha citato come il suo maggior risultato una sentenza, da lei scritta, in cui stabiliva che l’abuso domestico va ben oltre la semplice violenza fisica.

Brenda Hale è diventata un personaggio pubblico innanzitutto per essere stata, per tanto tempo, la sola donna a sedere fra i Law Lords prima e alla Corte suprema poi. Ma ha fatto incursioni anche in territori insoliti: è apparsa su Vogue, la rivista di moda, e ha fatto anche la giudice in una edizione speciale di Masterchef, lo show tv di cucina. Anche se l’aspetto più anticonformista della sua figura pubblica sono le vistosissime spille che indossa sugli abiti: rappresentano per lo più insetti, dai millepiedi alle libellule. O anche dei ranocchi (e lei chiama il suo secondo marito, che era il suo professore all’università, il «principe ranocchio»).

Ma all’udienza di ieri si era appuntata un enorme ragno: forse un modo per dire che Boris Johnson era rimasto impigliato nella sua tela giudiziaria?