il rigore, di Loredana De Vita

Accuracy

Il rigore nel proprio modo di vivere non è ristrettezza, per quanto esso implichi che alcune regole siano rispettate per evitare di deviare dall’obiettivo.

Tuttavia, come accade per l’area di rigore nel calcio, la mancanza di rigore corrisponde a una mancanza di rispetto della regola stabilita per condividere la vita e il senso. Se si è manchevoli nel rispettare le regole si danneggia il proprio stesso gioco oltre l’area degli altri. Naturalmente, la stessa cosa è reciproca per quanto riguarda se stessi.

Il rigore verso se stessi, quindi, non è qualcosa da evitare o abolire o persino aborrire; esso è la regola in se stessa che ci ricorda che tutto può essere fatto in nome della propria libertà, ma che tutto ciò che faremo non può mancare di rispetto alla libertà degli altri. Naturalmente, la stessa cosa è reciproca per quanto riguarda se stessi.

Non posso sentire e percepire i limiti alla mia libertà come ingiusti e violenti quando la mia libertà rischia di diventare un pericolo e uno sfruttamento per gli altri. Non riuscirei a sentirmi libera se questo significasse offendere o privare gli altri che onestamente non sfidano ma chiedono di condividere le stesse opportunità.

Il rigore nella vita, quindi, diventa la misura di ogni relazione. Rigore verso gli altri che significa rispettare la loro area, rigore verso se stessi che significa rispettare la propria libertà.

Chiunque dica che l’irriverenza verso l’altro sia lo strumento per affermare la propria libertà sta mentendo. La libertà non potrà mai spiegare le sue ali senza essere rispettosa del senso e della vita. Una cosa è accettare tutto o, al contrario, opporsi a tutto senza discernimento, una cosa dichiarare il proprio punto di vista e le decisioni e le scelte  in modo assertivo.

L’assertività è la chiave alla libertà mentre le imposizioni inutili e violente sono la chiave della sua prigione.