Lighea, composizione in rima baciata di Daniela Domenici

mentre sentivo poco fa una sirena suonare

mi è venuta voglia, come mio solito, d’indagare

sul motivo per cui questo suono, per una strana, incomprensibile analogia,

abbia lo stesso nome di quell’essere fiabesco, intriso di misteriosa magia,

che di poeti/e, scrittori/rici e pittori/rici è stata la musa ispiratrice

e dei marinai con il suo canto la suadente, irresistibile ammaliatrice.

E ho scoperto, casualmente, che un’artista italiana ha dedicato

a questa mia curiosità un suo ponderoso e variopinto trattato

che chissà se un dì in qualche biblioteca riuscirò a a scovare:

da parole e immagini, come da una sirena, mi farò cullare…

Per la cronaca il mio primo sito, artigianale e ormai pura archeologia, si chiamava “ipassidilighea”, un ossimoro voluto e creato ad hoc sulla figura della sirena Lighea che fu immaginata da Tomasi di Lampedusa in un suo celebre racconto mentre era ospite in una casa di Augusta, la città in cui ho vissuto dal 1981 al 2011

l’autrice che si è occupata di sirene è Meri Lao, morta due anni fa, e la sua opera s’intitola “Il libro delle sirene”